01.04.2019 h 11:07 commenti

Figlio da allievo quattordicenne, la donna domani davanti al giudice. Presto l'incidente probatorio con il ragazzino

E' ad un punto cruciale l'inchiesta sulla operatrice sociosanitaria di 31 anni che ha avuto un figlio dallo studente a cui dava ripetizioni e che la settimana scorsa è finita ai domiciliari. La procura intenzionata a stringere i tempi del processo con la richiesta di giudizio immediato. In programma anche l'interrogatorio della madre dell'indagata
Figlio da allievo quattordicenne, la donna domani davanti al giudice. Presto l'incidente probatorio con il ragazzino
Agenda piena per il procuratore Giuseppe Nicolosi e per i sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli che sono vicini a chiudere l'inchiesta sull'operatrice sociosanitaria di 31 anni arrestata con l'accusa di violenza sessuale per induzione e atti sessuali sul ragazzino al quale dava ripetizioni di inglese e da cui la scorsa estate, quando lui aveva 14 anni, ha avuto un figlio come ha confermato l'esame del dna. Nella mattina di domani, martedì 2 aprile, l'interrogatorio di garanzia dell'indagata; in tutta la giornata sarà poi depositata la richiesta di incidente probatorio dello studente (la famiglia è assistita dall'avvocato Roberto Roviello), mentre nel giro di qualche giorno sarà sentita la madre della trentunenne che, stando alle carte dell'inchiesta, era a conoscenza della vera paternità del suo nipotino. La donna, che sarà convocata in questura, potrà scegliere di non rispondere alle domande.
La procura è intenzionata a chiudere in fretta e a chiedere il processo con il rito immediato: immediato cautelare se non farà passi indietro il tribunale del Riesame, a cui gli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, difensori dell'indagata, hanno chiesto la revoca degli arresti domiciliari, oppure ordinario se la misura verrà confermata. In ogni caso subito il dibattimento senza passare dall'udienza preliminare a meno che la difesa non scelga un rito alternativo.
La trentunenne, indagata dall'8 marzo, è stata arrestata la settimana scorsa per il rischio di inquinamento delle prove – gli investigatori hanno accertato il tentativo di avvicinare lo studente – e per quello di reiterazione del reato dopo che nel suo computer sono stati trovati collegamenti a siti pedopornografici e contatti via chat con altri minori.
Il marito della donna, anche lui 31 anni, è stato indagato per alterazione dello stato civile: sono convinti gli inquirenti che fosse a conoscenza di non essere il padre del bambino ma di avergli dato ugualmente il cognome.
Il rapporto tra la trentunenne e il ragazzino sarebbe cominciato quando lui frequentava ancora la terza media e prendeva ripetizioni di inglese in vista dell'esame. I primi rapporti sessuali ci sarebbero stati già prima dei 14 anni di lui, età in cui la legge non riconosce come valido l'eventuale consenso dato dal minore. Nessun dubbio, invece, sul fatto che il concepimento sia avvenuto a 14 anni compiuti.
Prosegue il lavoro della procura e della squadra mobile sul materiale sequestrato a casa dell'operatrice sociosanitaria e in particolare sul contenuto del telefonino e del computer. Centinaia i messaggi scambiati con il ragazzino a cui diceva di essere innamorata e a cui diceva che si sarebbe suicidata se lui non avesse continuato ad incontrarla e ad avere rapporti sessuali; da qui l'accusa di violenza sessuale per induzione.
Intanto il capo della Procura per i minori Antonio Sangermano ha aperto una istruttoria socio-familiare per verificare l'idoneità genitoriale della coppia che ha un altro figlio.
nt
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  01.04.2019 h 11:07

 
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