23.09.2019 h 09:25 commenti

Figlio da 14enne, via al processo. Il giudice dispone la perizia psichiatrica

Moglie e marito presenti in aula. Lei è accusata di violenza sessuale per induzione e atti sessuali su minore, lui di alterazione dello stato civile. A valutare la capacità di intendere e volere della donna sarà lo psichiatra del processo Franzoni. La sentenza dovrebbe arrivare prima di Natale
Figlio da 14enne, via al processo. Il giudice dispone la perizia psichiatrica
La coppia arriva in tribunale insieme ai loro avvocati
Sarà una perizia psichiatrica a stabilire il grado di capacità di intendere e volere dell'operatrice sociosanitaria che lo scorso anno è diventata mamma di un bambino avuto dallo studente, ora quindicenne, a cui dava ripetizioni di inglese per prepararlo all'esame di terza media. Lo ha deciso oggi, lunedì 23 settembre, il tribunale di Prato davanti al quale si è aperto il processo con giudizio immediato a carico della donna, 31 anni, accusata di atti sessuali e violenza sessuale per induzione su minore (agli arresti domiciliari dallo scorso marzo dopo che il tribunale del Riesame ha rigettato più volte la richiesta di scarcerazione o attenuazione della misura cautelare avanzata dalla difesa), e del marito, 32 anni, imputato di alterazione dello stato civile perché – sono convinti gli investigatori – sapeva di non essere il padre naturale del bambino quando se ne è assunto la paternità. Nel corso della prossima udienza, fissata il 21 ottobre, il giudice Daniela Migliorati affiderà l'incarico allo psichiatra bolognese Renato Ariatti, lo stesso che studiò il profilo di Anna Maria Franzoni, la mamma di Cogne finita a processo per l'omicidio del suo bambino. E' questa, in quasi tre ore di udienza, l'unica nota rilevante, accanto alla quale si registra una eccezione sollevata dai difensori della coppia, Mattia Alfano e Massimo Nistri, di una regressione del procedimento alla fase delle indagini per l'assenza, tra le loro carte processuali, di tre telefonate intercorse tra la loro assistita e lo studente. I due legali hanno richiamato la violazione del diritto di difesa ma l'istanza, alla quale si sono opposti i pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, è stata rigettata.
Moglie e marito sono arrivati intorno alle 8.50 al Palazzo di giustizia. Lui si è fermato a parlare con i giornalisti. “Affrontiamo il processo insieme, la forza ce la danno i nostri figli”, ha detto. Nessuna risposta, invece, alle domande sul suo rapporto con la moglie. Gli avvocati hanno sottolineato che i due imputati avrebbero potuto disertare l'udienza di oggi ma di loro iniziativa hanno deciso di esserci “per manifestare l'atteggiamento collaborativo avuto fin dall'inizio delle indagini”.
La sentenza potrebbe arrivare entro Natale. La prossima udienza servirà a depositare la trascrizione delle intercettazioni telefoniche e a sentire le parti offese, vale a dire i genitori dello studente, oggi entrambi in aula, assistiti dall'avvocato Roberta Roviello. Una trentina, per la maggior parte comuni a accusa e difesa, i testimoni ammessi dal giudice.
Sono apparsi tranquilli e sicuri gli avvocati Alfano e Nistri: “Ci spaventa solo non riuscire a dimostrare – hanno spiegato – tutto quello che vogliamo. Non abbiamo mai pensato di accettare la ricostruzione accusatoria, se lo avessimo fatto avremmo chiesto il patteggiamento”.
I due legali avevano scelto la strada del rito abbreviato che prevede un sensibile sconto di pena ma una lacuna procedurale, nello specifico la mancanza della procura speciale, ha fatto saltare tutto.
La vicenda è venuta alla luce a marzo quando la madre dello studente ha scoperto la sconvolgente verità e ha presentato denuncia alla polizia. Un'indagine lampo e la conferma, attraverso l'esame del dna, della paternità del bambino. Il concepimento, secondo il racconto della donna, sarebbe avvenuto il giorno del quattordicesimo compleanno del suo allievo, mentre la procura è convinta che rapporti sessuali ci siano stati anche in precedenza.
Da qualche mese l'operatrice sociosanitaria ha intrapreso un percorso di cura con uno psicologo: “Gli incontri procedono – hanno detto i difensori – una pratica utile ad avere una visione diversa di tutto quello che è successo”.
nadia tarantino
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  23.09.2019 h 09:25

 
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