16.04.2019 h 13:33 commenti

Figlio da 14enne, si aggrava la posizione della donna dopo l'interrogatorio del ragazzo. La procura: "Nuove contestazioni"

L'operatrice sociosanitaria che lo scorso anno ha avuto un figlio dal ragazzino a cui dava ripetizioni di inglese per prepararlo all'esame di terza media, sarà presto convocata di nuovo dai magistrati. La donna, indagata per atti sessuali e violenza sessuale su minore, è agli arresti domiciliari
Figlio da 14enne, si aggrava la posizione della donna dopo l'interrogatorio del ragazzo. La procura: "Nuove contestazioni"
Ci sono nuovi elementi, altri dettagli e ulteriori fatti ad aggravare la posizione della operatrice sociosanitaria di 31 anni finita agli arresti domiciliari per atti sessuali e violenza sessuale per induzione sul ragazzino a cui dava ripetizioni di inglese per prepararlo all'esame di terza media e dal quale, la scorsa estate, ha avuto un figlio. L'incidente probatorio a cui ieri, lunedì 15 aprile, è stato sottoposto il ragazzino, ora quindicenne, ha fatto emergere particolari fino ad oggi inediti che la procura intende contestare all'indagata. “Preciseremo le imputazioni”: queste le parole del procuratore Nicolosi riferite all'esito delle dichiarazioni che lo studente ha rilasciato al giudice per le indagini preliminari Francesca Scarlatti. Il contenuto dell'interrogatorio, a cui hanno assistito i sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, titolari dell'inchiesta, i difensori dell'indagata Mattia Alfano e Massimo Nistri e l'avvocato Roberta Roviello che assiste la famiglia dello studente, è coperto dal massimo riserbo ma si capisce che il quadro accusatorio è stato confermato: “E' risolta – ancora la procura – la questione dell'età del primo rapporto sessuale”. Il giovane, dunque, avrebbe ribadito quello che già aveva denunciato la madre in questura e cioè che il primo rapporto con la donna che gli dava ripetizioni c'è stato quando lui aveva 13 anni. La data dunque è spostata indietro nel tempo rispetto a quanto sostenuto dalla trentunenne che ha sempre riferito di aver aspettato – conoscendo la legge – che il ragazzo compisse 14 anni per avere con lui un rapporto completo. La legge, su questo, parla chiaro: prima del quattordicesimo anno di età, l'eventuale consenso dato dal minore non è ritenuto valido.
La relazione tra il ragazzino e la donna, stando alla ricostruzione temporale fatta dagli investigatori, è cominciata nella primavera del 2017: lui 13 anni, lei 29. La famiglia aveva affidato il giovane all'operatrice sociosanitaria che si era offerta di aiutarlo a studiare inglese. Un aiuto proposto perché già c'era una conoscenza nata e coltivata frequentando la stessa palestra. Rapporti sessuali ripetuti e poi, dopo la nascita del bambino, incontri a cui il ragazzo sarebbe stato obbligato con il ricatto e da qui l'accusa di violenza sessuale per induzione. Una ricostruzione che avrebbe trovato riscontri puntuali nel racconto fatto al giudice dallo studente che ha parlato con accanto uno psicologo.
Questione di qualche giorno e l'indagata sarà convocata in procura per essere sentita sui nuovi fatti emersi dall'incidente probatorio. Non è invece chiaro se sarà chiamato anche il marito della donna che è finito nell'inchiesta con l'accusa di alterazione dello stato civile: la procura è convinta che sapesse di non essere il padre del bambino quando lo ha riconosciuto come suo dandogli il cognome. Pare che il quindicenne abbia detto qualcosa anche su questo capitolo avvalorando il convincimento degli investigatori.







 
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Data della notizia:  16.04.2019 h 13:33

 
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