13.01.2020 h 14:31 commenti

Figlio da 14enne, procura e parte civile dicono no al ricorso alla Corte Costituzionale per la norma sul sesso con ragazzini

Accusa e difesa hanno depositato le memorie per controbattere alla questione di legittimità sollevata dagli avvocati della donna che nell'estate 2018 ha partorito un figlio dal ragazzino a cui dava ripetizioni di inglese. In ballo la norma che sanziona il sesso con i minori di 14 anni. Il tribunale deciderà il 20 gennaio
Figlio da 14enne, procura e parte civile dicono no al ricorso alla Corte Costituzionale per la norma sul sesso con ragazzini
Si sposta sul piano della legittimità costituzionale della norma che sanziona il sesso tra un adulto e un minore di 14 anni, la battaglia processuale tra la procura di Prato e la donna di 31 anni che nell'estate del 2018 ha avuto un figlio dallo studente a cui dava ripetizione di inglese in vista dell'esame di terza media e che da 10 mesi è agli arresti domiciliari. Alla questione di legittimità sollevata dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, difensori dell'imputata, che chiedono alla Consulta di rivedere una legge ormai vecchia perché la maturazione sessuale arriva prima di quanto accadeva in passato, hanno risposto sia i pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli che l'avvocato Roberta Roviello che assiste la famiglia dello studente, oggi sedicenne, costituita parte civile. “Ho ribattutto sia sotto il profilo giuridico che sotto quello scientifico – il commento di Roviello – vedremo cosa deciderà il tribunale”.
Come la procura, la parte civile ha depositato una memoria che punta al respingimento delle ragioni avanzate della difesa. Solo lunedì 20 gennaio  si conoscerà la decisione del collegio giudicante presieduto dal giudice Daniela Migliorati. Due le strade possibili: rimettere la questione alla Suprema corte oppure dichiarare la nullità dell'eccezione costituzionale e andare avanti con il dibattimento secondo l'attuale impianto. Di sicuro il processo non subirà uno stop perché la trentunenne deve rispondere anche di contestazioni che nulla hanno a che vedere con le questioni sollevate dai suoi avvocati e perché è imputato anche il marito della donna, accusato di alterazione dello stato civile per aver – sostengono i pubblici ministeri – riconosciuto il bambino pur sapendo di non esserne il padre naturale.
Nelle 23 pagine della sua memoria, la parte civile sottolinea che le norme relative agli atti sessuali con minorenni sono state riviste l'ultima volta a luglio 2019 e che il legislatore ha inasprito le sanzioni e anche che la Corte Costituzionale si è già espressa in passato rimarcando che la minore età è un valore da preservare. Per gli avvocati della difesa non si tratta unicamente di abbassare la soglia dell'età ma, eventualmente, introdurre una valutazione caso per caso e questo consentirebbe la possibilità di non applicare l'attuale legge. L'avvocato Roviello contesta poi uno dei basamenti scientifici dell'eccezione di costituzionalità presentata dalla difesa, e cioè il nesso tra pubertà, maturazione sessuale e discernimento consapevole.
E' chiaro a tutti che in ballo non c'è solo la discussione di una norma ma qualcosa di più perché si tratterebbe di cambiare la legge. E allora non serve bussare alla porta della Corte Costituzionale perché quello è compito del legislatore.
nadia tarantino
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  13.01.2020 h 14:31

 
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