14.06.2019 h 12:06 commenti

Figlio da 14enne, in aula anche la donna che sarà processata con il rito immediato. Rischia pesante condanna

Lacuna procedurale fa saltare il rito che avrebbe permesso all'imputata di usufruire di uno sconto di pena. Il processo si aprirà il primo luglio davanti al giudice Francesco Gratteri. Stessa sorte per il marito accusato di alterazione dello stato civile
Figlio da 14enne, in aula anche la donna che sarà processata con il rito immediato. Rischia pesante condanna
I due imputati all'uscita del tribunale con uno dei loro legali
Non potrà contare sul giudizio con il rito abbreviato e non potrà perciò beneficiare dello sconto di un terzo della pena in caso di condanna la donna di 31 anni che ha avuto un figlio dal ragazzino, oggi quindicenne, a cui dava ripetizioni di inglese in vista dell'esame di terza media e che dalla fine di marzo è agli arresti domiciliari. La trentunenne oggi, venerdì 14 giugno, si è presentata al Palazzo di giustizia assieme al marito. Il giudice delle udienze preliminari Francesco Pallini ha rigettato la richiesta dei difensori Mattia Alfano e Massimo Nistri per una lacuna procedurale, e cioè l'assenza, tra tutte le carte, della procura speciale che è un atto fondamentale per accedere al rito alternativo. Salta dunque l'abbreviato per la donna che è accusata di violenza sessuale per induzione e atti sessuali su minore, e per il marito, operaio di 32 anni, accusato di alterazione dello stato civile per essersi assunto la paternità sapendo – ne sono convinti i sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli – di non essere il padre del bambino.
La vicenda approderà davanti al giudice Francesco Gratteri tra pochi giorni, il primo luglio. La coppia sarà processata con il rito immediato, così come aveva chiesto la procura. Un rito che salta l'udienza preliminare e dunque accorcia i tempi della sentenza.
A sollevare la questione della procura speciale era stata due giorni fa l'avvocato di parte civile Roberta Roviello e il giudice aveva rinviato per capire se il documento c'era e non si trovava in quel momento o se invece mancava del tutto. Ieri i legali dei coniugi hanno fatto arrivare al tribunale una memoria accompagnata dalla procura speciale che però è stata ritenuta tardiva oltre che non idonea. In altre parole, l'atto non c'era quando doveva esserci e questo ha fatto dichiarare inammissibile la richiesta di abbreviato. Inutile anche la presenza dei due imputati che hanno rilasciato dichiarazioni al giudice per avvalorare una ratifica postuma e sostenere la volontà di accedere al rito alternativo.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  14.06.2019 h 12:06

 
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