01.06.2020 h 12:00 commenti

Figlio da 14enne, nel pomeriggio la sentenza. Ecco le richieste di accusa, difesa e parte civile

Grande attesa per il destino della donna che ha avuto un figlio dal ragazzino a cui dava ripetizioni di inglese in vista dell'esame di terza media, e del marito accusato di essersi assunto la paternità sapendo di non essere il padre naturale
Figlio da 14enne, nel pomeriggio la sentenza. Ecco le richieste di accusa, difesa e parte civile
“I riscontri danno un quadro diverso rispetto a quello che sostiene l'accusa e la nostra verità l'abbiamo esposta in aula”. E qual è la vostra verità? “Raccontarla potrebbe voler dire attaccare un ragazzo che ha diritto a crescere sereno”. La tensione è alta ma gli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri sono convinti delle loro argomentazioni e aspettano con fiducia la sentenza per i loro assistititi, la donna di 32 che nell'estate del 2018 ha dato alla luce il figlio avuto con lo studente, all'epoca quattordicenne, a cui dava ripetizioni di inglese, e il marito, 33 anni, accusato di aver riconosciuto quel bambino come suo pur sapendo di non essere il padre naturale.
Il collegio giudicante, presieduto dal giudice Daniela Migliorati, si è ritirato in camera di consiglio qualche minuto dopo le 10 di oggi, lunedì primo giugno, e nel pomeriggio è attesa la sentenza che, come hanno detto gli avvocati degli imputati, “chiude un percorso cominciato a marzo dello scorso anno”.
I pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli hanno chiesto 7 anni di reclusione per la donna, chiamata a rispondere di atti sessuali e violenza sessuale per induzione su minore, e 2 per l'uomo a cui viene contestato il reato di alterazione dello stato civile. Richieste a cui si è allineata la parte civile: i genitori del baby-padre, si sono costituiti e hanno nominato loro avvocato Roberta Roviello che dal primo momento si è fatta carico della vicenda di una famiglia che fino alla fine ha sperato che fosse tutto un bluff.
“Noi abbiamo chiesto l'assoluzione sulla base dei riscontri – le parole degli avvocati Alfano e Nistri all'uscita dal Palazzo di giustizia – i nostri assistiti stanno vivendo un momento di grande tensione e hanno deciso di aspettare in disparte il pronunciamento dei giudici, vivendo l'attesa tra loro, in famiglia. Il percorso finisce qui ma non per i minori coinvolti in questa storia che hanno una strada lunga che proseguirà oltre oggi, e oltre il secondo e il terzo grado”.
Tre i minori coinvolti: il ragazzino diventato padre a 14 anni, il bimbo nato dalla relazione e il bambino nato dal matrimonio degli imputati.
Pronostici? “I pronostici si fanno al totocalcio – la risposta degli avvocati – qui si parla di cose serie”. I giudici dovranno anche esaminare l'eccezione costituzionale presentata dai legali: “E' la sede per ripensare ad una norma ormai vecchia che non è adeguata all'attualità”, il loro commento. Nistri e Alfano hanno chiesto al tribunale di Prato di rimettere la questione alla Corte Costituzionale affinché valuti modifiche alla legge che punisce il sesso con minori di 14 anni. Il processo, infatti, si gioca proprio sull'età del ragazzino all'epoca della relazione con la donna che lo stava preparando all'esame di terza media: l'accusa è convinta che i rapporti ci siano stati prima del quattordicesimo compleanno, la difesa sostiene che i rapporti sessuali ci siano stati solo dopo. Un punto molto discusso sul quale i pubblici ministeri, così come la parte civile, non hanno alcun dubbio e su cui lo studente, nonostante interrogato in sede di incidente probatorio, è stato chiamato a riferire direttamente al collegio giudicante.
A pesare anche la perizia psichiatrica a cui l'imputata è stata sottoposta su decisione del tribunale: è stato il professor Renato Ariatti (lo stesso che valutò le condizioni psichiche della mamma di Cogne, Anna Maria Franzoni) a studiare il profilo concludendo che non si è in presenza di patologie e che la trentaduenne è capace di intendere e di volere.
Il caso scoppiò a marzo del 2019. La donna e il marito furono indagati dalla procura dopo la denuncia presentata in questura dalla madre del ragazzo che, ormai sotto pressione, ormai schiacciato da un peso insopportabile, raccontò tutto. Nel giro di pochissime ore l'esame del dna confermò che il secondo figlio della coppia era il frutto della passione finita sulle scrivanie della procura. A disegnare i contorni della relazione i messaggi che la donna e lo studente si sono scambiati nel tempo: messaggi inequivocabili circa la natura della frequentazione.
Qualche settimana dopo l'avviso di garanzia, la donna fu arrestata: ha trascorso quasi un anno agli arresti domiciliari da cui è uscita solo per sottoporsi alle sedute dallo psicologo che l'ha presa in cura.
nadia tarantino
 
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Data della notizia:  01.06.2020 h 12:00

 
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