29.06.2019 h 13:57 commenti

Figlio da 14enne, la donna resta ai domiciliari: il tribunale ha rigettato la nuova istanza di scarcerazione

Niente libertà per la donna arrestata tre mesi fa, accusata di violenza sessuale per induzione e atti sessuali su minore. Anche la procura ha espresso parere contrario. Lunedì si apre il processo. Sul banco degli imputati anche il marito accusato di alterazione dello stato civile
Figlio da 14enne, la donna resta ai domiciliari: il tribunale ha rigettato la nuova istanza di scarcerazione
Resta ai domiciliari l'operatrice sociosanitaria di 31 anni che la scorsa estate ha avuto un figlio dal ragazzino, oggi quindicenne, che aveva conosciuto in palestra e al quale si era offerta di dare ripetizioni di inglese per prepararlo all'esame di terza media. L'istanza di scarcerazione presentata dai suoi avvocati, Mattia Alfano e Massimo Nistri, è stata rigettata dal tribunale di Prato. La donna, per la quale lunedì primo luglio si aprirà il processo, è agli arresti domiciliari dallo scorso 27 marzo. Le accuse: violenza sessuale per induzione e atti sessuali su minore. Le "continue negazioni della propria responsabilità" unite alla "incapacità di autocontrollo" e alla "predisposizione a mistificare la realtà", come si legge nelle carte processuali, hanno spinto i giudici a confermare la decisione del tribunale del Riesame che già ad aprile aveva rigettato la richiesta di scarcerazione e, in alternativa, di attenuazione della misura restrittiva. Decisione accompagnata da un severo giudizio sulla personalità e sulla condotta dell'imputata. Anche la procura ha dato parere negativo pur a fronte della certificazione medica depositata dai difensori per attestare l'inizio di un percorso di cura psicologica intrapreso dalla donna. Un percorso che è solo all'inizio – quando è stata chiesta la scarcerazione gli incontri con lo psicologo erano stati appena due o tre – e che per questo i titolari dell'inchiesta hanno valutato ancora privo di significato. L'istanza di scarcerazione è stata presentata il 14 giugno, subito dopo l'udienza che, in assenza della procura speciale tra tutti gli atti presentati dalla difesa, ha dichiarato inammissibile la richiesta di abbreviato. Una lacuna procedurale che ha portato la donna dritta al processo con rito immediato, senza cioè passare prima dal vaglio dell'udienza preliminare. Un destino condiviso con il marito: anche lui è sul banco degli imputati con l'accusa di alterazione dello stato civile perché la procura è convinta che sapesse di non essere il padre quando ha dato il suo cognome al bambino partorito dalla moglie.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  29.06.2019 h 13:57

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.

 
 
 
 

Speciale