17.02.2020 h 09:35 commenti

Figlio da 14enne, in aula la testimonianza dello studente

Nuova udienza del processo a carico della donna di 31 anni che ha avuto un figlio dal giovane a cui dava ripetizioni di inglese. Sul banco degli imputati anche il marito che deve rispondere di alterazione dello stato civile. Sentenza a marzo
Figlio da 14enne, in aula la testimonianza dello studente
Snodo importantissimo per il processo alla donna di 31 anni che nell'estate del 2018 ha dato alla luce il bambino avuto dallo studente, all'epoca quattordicenne, a cui dava ripetizioni di inglese. In aula oggi, lunedì 17 febbraio, la testimonianza del giovane chiamato dal giudice Daniela Migliorati a raccontare la relazione con la donna che da undici mesi è agli arresti domiciliari con l'accusa di violenza sessuale su minore. Per quanto importante, si è trattato di un'udienza breve: il quadro generale non è cambiato ma è stato solo integrato da precisazioni sull'arco temporale della relazione tra lo studente e la donna, conoscente di famiglia che si era offerta di aiutarlo a preparare l'esame di terza media. Una testimonianza non prevista nell'iniziale tabellino di marcia del processo che si sta celebrando con il rito immediato e che tra poche settimane arriverà a sentenza: il ragazzo, infatti, era stato sentito in sede di incidente probatorio durante le indagini preliminari. Evidentemente il giudice ha ritenuto necessario approfondire alcuni aspetti della vicenda, fermo restando che la procedura vieta di affrontare circostanze già trattate nel corso del precedente esame. Non è chiaro se l'interrogatorio abbia aggiunto elementi per confermare o escludere rapporti sessuali anche prima del quattordicesimo compleanno del giovane; circostanza, questa, sostenuta dall'accusa e respinta con forza dalla difesa. Il giudice avrebbe insistito, per fare luce su questo elemento, su una data emersa dallo scambio di messaggi dei due all'epoca della loro frequentazione; si tratta di una data anteriore a quella del quattordicesimo compleanno del ragazzo. 
Insieme alla donna è a processo anche il marito che deve rispondere di alterazione dello stato civile: secondo i pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, avrebbe saputo di non essere il padre naturale del bambino quando all'anagrafe lo ha registrato con il proprio cognome. Entrambi sono difesi dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri.
I genitori dello studente, assistiti dall'avvocato Roberta Roviello, sono costituiti parte civile.
Altro snodo di fondamentale importanza per il processo è in programma lunedì prossimo quando sarà sentito il professore Renato Ariatti, il neuropsichiatra incaricato dal tribunale di esaminare il profilo psicologico della trenutenne e misurare il grado di capacità di intendere e volere all'epoca della relazione con il ragazzino. La perizia, a grandi linee, avrebbe concluso per una integrità psichica della donna. Il medico, famoso per aver effettuato la perizia psichiatrica su Anna Maria Franzoni, la mamma di Cogne condannata per l'omicidio del figlioletto, sarà sentito insieme ai periti della difesa.
 
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Data della notizia:  17.02.2020 h 09:35

 
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