24.02.2020 h 14:21 commenti

Figlio da 14enne, finito il dibattimento in aula con la deposizione dei periti: tra un mese la sentenza

Si avvia alla conclusione il processo alla donna e al marito. Il neuropsichiatra Renato Ariatti ha escluso un vizio di mente
Figlio da 14enne, finito il dibattimento in aula con la deposizione dei periti: tra un mese la sentenza
E' stato il giorno dei periti all'ultima udienza del processo a carico della donna di 31 anni che nell'estate del 2018 ha dato alla luce il bambino avuto dallo studente, all'epoca quattordicenne, a cui dava ripetizioni di inglese. Hanno parlato il neuropsichiatra Renato Ariatti, incaricato dal tribunale di valutare la capacità di intedere e volere dell'imputata, e i due psicologici, Antonella Crescente e Armando Ceccarelli, incaricati dalla difesa di fornire una lettura psichica delle conversazioni che il ragazzo e la donna si scambiavano durante la loro frequentazione e delle dichiarazioni rilasciate durante le indagini dei sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli.
Nessun colpo di scena in chiusura dell'istruttoria: Ariatti, lo stesso che fu chiamato a studiare il profilo psicologico di Anna Maria Franzoni, la mamma di Cogne condannata per l'omicidio del suo bambino, ha escluso un vizio di mente; i periti della difesa avrebbero invece attribuito allo studente una sessualità già matura all'epoca dei fatti.
“Alla luce di quanto ascoltato oggi in aula – il commento dei difensori, Mattia Alfano e Massimo Nistri – riteniamo siano maturale le circostanze per chiedere un'attenuazione della misura cautelare a cui la nostra assistita è sottoposta. I pubblici ministeri si sono riservati di dare un parere, vedremo nei prossimi giorni”. La trentuenne è agli arresti domiciliari da ormai un anno, accusata di violenza sessuale su minore. Fu la famiglia del giovane, costituita parte civile, assistita dall'avvocato Roberta Roviello, a presentarsi in questura e a raccontare il sospetto trasformato in realtà dall'esame del dna.
“Non c'è un quadro clinico – le parole del neuropsichiatra Ariatti – se ci fosse dovremmo parlare di patologia psichiatrica che invece non c'è. Non ci sono sintomi clinici, c'è solo una personalità: tutti noi abbiamo una personalità. La perizia in ambito forense conclude per l'assenza di vizio di mente”. Una conclusione chiara che non lascia spazio a interpretazioni. Il contenuto della perizia potrebbe finire sul tavolo del tribunale dei minori: “Può essere letta per trarre indicazioni indirette – ha precisato il professor Ariatti – ma i parametri di valutazione circa l'idoneità genitoriale sono altri e comunque non mi è stato chiesto di rispondere a tale quesito e dunque non sono entrato nel merito della questione”.
Gli avvocati della donna hanno parlato di lettura professionale delle carte fatta dai loro periti: “Non abbiamo chiesto di valutare l'attendibilità del ragazzo ma di fare una ricostruzione della motivazione e del percorso psicologico dei fatti come rappresentati dallo stesso”.
Sul banco degli imputati anche il marito della trentunenne che deve rispondere di alterazione dello stato civile: l'accusa è convinta che sapesse di non essere il padre naturale del bambino quando all'anagrafe lo registrò con il suo cognome.
A metà marzo la discussione con le richieste dei pubblici ministeri, della parte civile e della difesa e tra un mese la sentenza.  
nt
 
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Data della notizia:  24.02.2020 h 14:21

 
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