21.10.2019 h 14:26 commenti

Figlio da 14enne, affidata la perizia psichiatrica ma si allungano i tempi del processo

La sentenza arriverà a primavera del 2020 e non entro il prossimo dicembre come ipotizzato inizialmente. Il neuropsichiatra Ariatti, incaricato di valutare lo stato psichico dell'imputata al momento dei fatti, ha chiesto 120 giorni di tempo per consegnare la relazione al giudice
Figlio da 14enne, affidata la perizia psichiatrica ma si allungano i tempi del processo
Sarà il neuropsichiatra Renato Ariatti, perito del processo a Anna Maria Franzoni, la mamma di Cogne condannata per l'omicidio del figlio, a dire se la trentaduenne pratese accusata di aver avuto un bambino dal ragazzino a cui dava ripetizioni di inglese era oppure no capace di intendere e volere nel momento in cui i fatti sono stati commessi. Il professor Ariatti dovrà valutare anche le attuali condizioni psichiche per capire se la misura cautelare a cui la donna è sottoposta da ormai sette mesi debba essere mantenuta.    
La risposta arriverà alla fine del prossimo febbraio ma per allora il processo alla donna, imputata di atti sessuali e violenza sessuale per induzione su minore, e al marito, imputato di essersi assunto la paternità del bambino pur sapendo di non essere il padre naturale, sarà arrivato alle battute finali. E' questo l'orizzonte temporale deciso oggi, lunedì 21 ottobre, dal tribunale di Prato davanti al quale si è tenuta una nuova udienza del processo. Presenti in aula moglie e marito, difesi dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, e anche i genitori del ragazzo, oggi sedicenne, che l'esame del dna ha indicato come padre del bambino nato nell'estate dello scorso anno e concepito quando aveva già 14 anni ma col quale – sono convinti gli inquirenti - la donna avrebbe avuto rapporti anche in precedenza.
“Il quesito che ha posto il giudice è articolato, preciso e dettagliato – l'unico commento rilasciato dal dottor Ariatti all'uscita dal Palazzo di giustizia – visiterò la signora e valuterò il suo stato psichico nel momento in cui, in ipotesi, sono stati commessi i reati”.

Nell'udienza di oggi sono stati sentiti gli agenti della Squadra mobile che hanno svolto le indagini su incarico dei pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, il consulente informatico che ha estrapolato le chat tra la donna e il ragazzino, e il medico che ha eseguito l'esame del dna; altre testimonianze sono state acquisite. Prossima udienza lunedì 28 ottobre. Sarà la volta dei genitori dello studente, assistiti dall'avvocato Roberta Roviello, e delle istruttrici della palestra frequentata dal giovane e dalla donna che, pur facendo l'operatrice sociosanitaria, si offrì di dare ripetizioni di inglese per preparare il ragazzino, allora tredicenne, all'esame di terza media.
“Ogni processo è sempre fonte di preoccupazione – hanno detto gli avvocati Alfano e Nistri – oggi sono già emerse diverse circostanze e altre emergeranno nelle prossime udienze. La nostra assistita incontrerà il professor Ariatti tra un paio di settimane”. Intanto continua il percorso di cura intrapreso dall'imputata con uno psicologo.
nt
 
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Data della notizia:  21.10.2019 h 14:26

 
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