24.04.2019 h 18:20 commenti

Figlio con un 14enne, altre contestazioni contro la donna che è comparsa di nuovo davanti ai pm

La procura ha contestato anche il reato di violazione di domicilio e un ulteriore caso di violenza sessuale per un episodio che sarebbe avvenuto a casa del ragazzino. La 31enne ha respinto gli addebiti
Figlio con un 14enne, altre contestazioni contro la donna che è comparsa di nuovo davanti ai pm
La procura ha contestato altri due capi di imputazione alla trentunenne indagata per aver avuto un figlio dal ragazzino a cui dava ripetizioni di inglese per prepararlo all'esame di terza media. La donna deve rispondere, oltre che di atti sessuali con minore e violenza sessuale per induzione, anche di violenza sessuale e violazione di domicilio in riferimento ad un episodio raccontato dal ragazzo, ora quindicenne, nel corso dell'interrogatorio a cui è stato sottoposto lo scorso 15 aprile con la modalità dell'incidente probatorio.
Oggi, mercoledì 24 aprile, la donna si è presentata davanti ai sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli che l'hanno convocata per contestarle il fatto riferito dal giovane. Assistita dai difensori Mattia Alfano e Massimo Nistri, la trentunenne, agli arresti domiciliari da un mese, avrebbe negato tutto, avrebbe respinto i nuovi addebiti, avrebbe detto in sostanza che il giovane ha mentito quando ha descritto la violenza sessuale. La verità della donna, quella raccontata fino a oggi, si è scontrata con quella del ragazzo che ha parlato di rapporti sessuali quando lui aveva 13 anni smentendo in modo categorico la ricostruzione temporale fatta dall'indagata. Sarà difficile, invece, fissare con sicurezza la data del concepimento del loro figlio nato la scorsa estate, a nove mesi di distanza dal quattordicesimo compleanno dello studente. I titolari dell'inchiesta – inchiesta che sembra prossima al traguardo con la scelta quasi certa di chiedere il processo con rito immediato – non sembrerebbero intenzionati a convocare una seconda volta il marito della donna, anche lui entrato nell'inchiesta con l'accusa di alterazione dello stato civile per aver riconosciuto il bambino pur sapendo – è convinta la procura – di non essere il padre naturale. Oggi l'uomo è salito al terzo piano del Palazzo di giustizia solo per accompagnare la moglie. I difensori hanno detto che a giorni presenteranno la richiesta al tribunale del Riesame per consentire alla loro assistita di intraprendere un percorso terapeutico che la aiuti a comprendere la situazione, ad elaborare quanto accaduto.
La relazione tra la donna, operatrice sociosanitaria di professione, e il giovane risale, prendendo a riferimento la cronologia emersa dalle indagini, alla primavera del 2017: i primi rapporti completi durante le lezioni di inglese che lei si era offerta di dare quando aveva saputo dalla madre del ragazzino, che già conosceva, che c'era bisogno di un aiuto in vista dell'esame di scuola media. Relazione proseguita anche dopo il parto e scandita da un numero infinito di messaggi che lei scriveva per costringere il giovane ad incontrarla ancora mentre lui la pregava di non portare il bambino nella palestra frequentata da entrambi. A interrompere il rapporto è stata, a inizio dello scorso marzo, la denuncia dei genitori di lui che si sono presentati in questura subito dopo aver scoperto la paternità del ragazzino.


 
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Data della notizia:  24.04.2019 h 18:20

 
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