16.05.2020 h 11:08 commenti

Fermo al 2007 il contratto dei dipendenti della sanità privata, braccio di ferro tra sindacato e datori di lavoro

Critico il commento della Fp Cgil Prato: "Dopo l'emergenza Covid è vergognoso l'atteggiamento della parte datoriale. Lavoratori che si sono fatti in quattro senza avere lo stesso riconoscimento di chi lavora nella sanità pubblica"
Fermo al 2007 il contratto dei dipendenti della sanità privata, braccio di ferro tra sindacato e datori di lavoro
Solo a Prato sono 240 i dipendenti della sanità privata in attesa del rinnovo del contratto di lavoro fermo al 2007. Tredici anni nel corso dei quali lo stipendio di un infermiere ha perso oltre il 20 per cento al mese di potere d'acquisto: quello che costava mille euro, oggi costa 1.260. Di rinnovo, al momento non se ne parla: “La parte datoriale – spiega Sandro Malucchi, segretario generale Funzione pubblica Cgil Prato – non vuol giungere alla sottoscrizione del nuovo contratto”. Una posizione che ha spinto il sindacato a proclamare uno sciopero: il 18 giugno i dipendenti della sanità privata si fermeranno per protestare contro il loro trattamento economico che è rimasto al palo nonostante, come sottolinea Malucchi, “il 25 per cento della spesa sanitaria privata sia sostenuta dai cittadini”. “Nel periodo in cui stima e gratitudine per gli operatori della sanità sono sentimenti comuni per tutta l'opinione pubblica – il commento del segretario generale – chi gestisce il settore privato nega il rinnovo del contratto collettivo nazionale. Il comportamento delle parti datoriali appare ancora più vergognoso se si pensa che, ancora una volta, anche questi lavoratori hanno operato, unitamente ai colleghi della sanità pubblica, per far fronte alla grave emergenza dovuta al coronavirus con la stessa professionalità e con lo stesso impegno ma senza gli stessi diritti ad un riconoscimento economico uguale”.
Malucchi fa i conti in tasca alla sanità privata che, sottolinea, non ha subito crisi negli ultimi 15 anni. “Soltanto nei tre anni compresi tra il 2013 e il 2016 – spiega – con un finanziamento per la sanità pubblica rimasto invariato a circa 110 miliardi, la sanità privata ha contato su un incremento delle entrate del 4,2 per cento. La spesa per la sanità privata, in Italia, ha infatti oltrepassato i 35 miliardi nel 2016 e i 37 nel 2017. Ogni cittadino italiano spende ogni anno circa 590 euro in servizi resi dalla sanità privata a fronte dei 1.860 che lo Stato garantisce per ogni cittadino tramite la sanità pubblica. Eppure i gestori delle case di cura private negano il rinnovo del contratto di lavoro ai loro dipendenti”.
nt
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  16.05.2020 h 11:08

 
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