25.06.2022 h 17:09 commenti

Favori ai cinesi in cambio di soldi e regali, chieste pesanti condanne per marito e moglie poliziotti

La pm Laura Canovai ha chiuso la requisitoria al processo con la richiesta di 8 anni di reclusione per l'allora vicedirigente dell'Ufficio Immigrazione della questura e di 6 anni per il coniuge, all'epoca ispettore della Digos che deve rispondere anche di assenteismo
Favori ai cinesi in cambio di soldi e regali, chieste pesanti condanne per marito e moglie poliziotti
Otto anni di reclusione per Maria Cristina Massaro, 6 per Roberto Brunetti: queste le richieste del pubblico ministero, Laura Canovai, per i coniugi arrestati nel 2016 quando erano in servizio alla questura di Prato rispettivamente come vicedirigente dell'Ufficio immigrazione e come ispettore capo della Digos. Corruzione l'accusa per entrambi a cui si aggiunge, ma solo per Brunetti, quella di assenteismo dal lavoro. A sei anni e mezzo dell'arresto, si avvia dunque a conclusione il procedimento giudiziario che ha coinvolto anche il medico di famiglia dell'ispettore capo, Paolo Frassetti, accusato di falso ideologico per aver firmato un certificato di malattia dietro l'altro senza che vi fossero reali motivi; per lui è stata chiesta una condanna a due anni di reclusione.
Prossima udienza a metà luglio quando saranno gli avvocati della difesa - Manuele Ciappi, Mauro Cini, Michele Nigro - ad esporre le loro tesi.
Numerosi gli illeciti contestati dalla procura ai due poliziotti accusati di aver ricevuto soldi e regali per accelerare, facilitare o sistemare le pratiche per il rinnovo del permesso di soggiorno a cittadini cinesi. Un'inchiesta complessa che mise nei guai anche una imprenditrice cinese (oltre ad una decina di suoi connazionali) e una professionista italiana (entrambe già condannate). Marito e moglie erano stati già condannati dalla Corte dei Conti a restituire al ministero dell'Interno le somme indebitamente percepite: 78mila euro a carico di Massaro, vale a dire la parte di stipendio ritenuta estranea al corretto lavoro svolto nel periodo in cui sono stati collocati gli illeciti, 62mila a carico di Brunetti per quanto percepito durante i periodi di assenza. In particolare, è stato ricostruito che l'ispettore capo è mancato dal lavoro 385 giorni tra il 2014 e il gennaio 2016, “periodo nel quale si dedicava continuamente a seguire la ristrutturazione della sua casa, ad attività sportive anche agonistiche non compatibili con la patologia e con lo stato di riposo prescritto dal medico”. Quando i colleghi lo arrestarono, il poliziotto, pur in malattia, con tanto di certificato, stava prestando servizio come portavalori per una concessionaria d'auto.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  25.06.2022 h 17:09

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.