12.01.2022 h 14:29 commenti

Falsificò l'esito del pap test creando serie conseguenze alla paziente, ginecologa a processo

Il medico è accusato di lesioni personali colpose. I fatti risalgono al 2014. La patologia della paziente si aggravò così tanto da rendere necessaria l'asportazione dell'utero
Falsificò l'esito del pap test creando serie conseguenze alla paziente, ginecologa a processo
Non solo ritardò la comunicazione dell'esito del pap test ma quando lo fece, dopo i tanti solleciti della paziente, falsificò il responso di un risultato che in realtà non poteva esserci per il semplice motivo che il campione prelevato non era mai arrivato al laboratorio di analisi per essere processato. Un comportamento, quello di una ginecologa pratese di 69 anni (ora in pensione) che è costato molto caro alla paziente, quarantenne all'epoca dei fatti – 2014 – costretta a rinunciare per sempre al sogno di maternità a causa dell'asportazione dell'utero. Il medico, finito sul banco degli imputati con l'accusa di lesioni personali colpose, è sotto processo davanti al tribunale di Prato. La paziente, assistita dall'avvocato Gabriele Terranova, si è costituita parte civile e oggi, mercoledì 12 gennaio, è stata sentita in aula dove, ripercorrendo la vicenda, è scoppiata in lacrime. Servirà qualche altra udienza prima di arrivare alla discussione e quindi alla sentenza.
I fatti così come sono stati ricostruiti dalla procura di Prato. La paziente esegue un pap test che rileva la presenza di cellule sospette. Si tratta di un'alterazione lieve che non richiede l'intervento chirurgico ma solo un monitoraggio con un controllo a sei mesi di distanza. Controllo che la donna fa dalla ginecologa che però non comunica l'esito. Lo fa solo dietro le ripetute richieste della paziente alla quale dice che l'esame è 'negativo', cioè e tutto sotto controllo. Peccato però che il malessere accusato dalla donna continui e anzi peggiori, tanto da richiedere una ulteriore visita di controllo che questa volta viene fatta da un altro medico che riscontra la gravità di un'alterazione che nel tempo non è affatto regredita ma anzi progredita fino a rendere necessario un intervento chirurgico che si conclude con l'asportazione dell'utero. Il medico si sorprende per il repentino peggioramento e chiede alla donna come sia possibile che solo qualche mese prima fosse tutto okay. Ecco che la paziente insiste con la ginecologa per farsi consegnare il referto del pap test: riceve un documento del laboratorio di Careggi ma ben presto scopre che è un falso. E' l'ospedale fiorentino a dirle di non aver mai ricevuto un campione a suo nome da analizzare. E intanto la donna ha bisogno di altre operazioni e di cure particolarmente invasive.
Il medico viene indagato e rinviato a giudizio. Nei prossimi mesi la sentenza.
nt
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  12.01.2022 h 14:29

 
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