18.10.2021 h 13:56 commenti

Falsi permessi di soggiorno, primi interrogatori di garanzia: gli indagati non rispondono al giudice

Al via oggi la sfilata davanti al giudice delle indagini preliminari. Il lavoro della procura procede a ritmo serrato. Saranno i consulenti nominati dalla procura a esaminare le carte e i file contenuti nei supporti informatici sequestrati dalla guardia di finanza negli studi professionali, nelle aziende e nelle abitazioni degli indagati
Falsi permessi di soggiorno, primi interrogatori di garanzia: gli indagati non rispondono al giudice
Saranno i consulenti informatici a passare in rassegna l'enorme quantità di file contenuti nelle memorie dei pc sequestrati negli studi professionali finiti nell'inchiesta 'Easy permit' che la scorsa settimana ha prodotto otto ordinanze di custodia cautelare e un'ondata di avvisi di garanzia a carico di italiani e cinesi. 210 indagati in tutto (193 cinesi e 17 italiani) tra professionisti, imprenditori e operai accusati dai sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli di aver avuto un ruolo nel sistema che consentiva, a seconda delle necessità, di ottenere il permesso di soggiorno e di rendere invisibili al fisco le aziende.
Ci vorrà del tempo per estrapolare, vagliare, esaminare e studiare le carte e i supporti informatici sequestrati dalla guardia di finanza nelle oltre 140 perquisizioni compiute negli studi professionali, nelle aziende e nelle abitazioni degli indagati su cui pendono, a vario titolo, diverse ipotesi di reato: falsità ideologica in atti pubblici, favoreggiamento della permanenza nel territorio dello Stato di stranieri privi di titolo, contraffazione, alterazione o utilizzo di documenti ai fini del rilascio del permesso di soggiorno.
Oggi, lunedì 18 ottobre, si è aperta la tornata degli interrogatori di garanzia degli otto professionisti – cinque italiani e tre cinesi – sottoposti a custodia cautelare. Davanti al giudice delle indagini preliminari Francesco Pallini, sono comparsi i primi tre, tutti agli arresti domiciliari e tutti difesi dall'avvocato Antonino Denaro: Wu Chao dello studio RW, e i coniugi Alessandro Frati e Alessandra Belliti dello studio Frati&Belliti. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Tra domani e giovedì sono in programma gli interrogatori di garanzia degli altri quattro che sono stati messi ai domiciliari (i coniugi Giuseppe Cannatà e Marta Gabbriellini dello studio Cannatà, Jiejie Hu e Weijie Hu del Centro elaborazione dati Guo Yangping) e del professionista sottoposto all'obbligo di dimora e di firma (Paolo Santangelo, dell'omonimo studio).
Le indagini della procura vanno avanti senza sosta e guardano a qualsiasi nuovo elemento in uno scenario che presenta molti punti in comune con precedenti inchieste che hanno alzato il velo sui rapporti tra colletti bianchi e imprenditori cinesi, che hanno portato in superficie il binario su cui corre l'illegalità del distretto parallelo. I capitoli sono due e sono sempre gli stessi: consentire ai cinesi di avere le carte in regola per stare in Italia e evitare alle imprese di diventare contribuenti del fisco. Capitoli che, secondo la procura, si sarebbero ripetuti anche questa volta.
nt




 
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Data della notizia:  18.10.2021 h 13:56

 
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