02.03.2017 h 16:01 commenti

Fallimento Creaf, Silli sollecita le categorie economiche: "Ci dicano se lo volevano o no"

La commissione consiliare Controllo e garanzia punta dritto al "parterre economico" che, secondo il Pd, condivideva l'idea di realizzare il progetto. "Declinare - ha commentato il presidente Silli - significherebbe non voler collaborare per il bene della città". Il Creaf è stato dichiarato fallito dal tribunale nei giorni scorsi. L'attività non è mai partita a fronte di una spesa, in 11 anni, di 22 milioni di finanziamenti pubblici
Fallimento Creaf, Silli sollecita le categorie economiche: "Ci dicano se lo volevano o no"
Associazioni di categoria, sindacati e ordini professionali invitati dalla commissione consiliare Controllo e garanzia a riferire sul Creaf, il Centro di ricerca e alta formazione dichiarato fallito dal tribunale di Prato. Obiettivo del presidente Giorgio Silli è capire in che misura il progetto di realizzare un centro per il rilancio del tessile in chiave altamente tecnologica è stato discusso, concertato, condiviso con il “parterre economico” pratese. Una verifica che la commissione ha deciso di fare dopo aver ascoltato le dichiarazioni di alcuni esponenti del Pd che hanno sottolineato come ci fosse una partecipazione e un'adesione attorno all'idea del Creaf. Le lettere di invito sono partite oggi, giovedì 2 marzo. “Lo scopo – il commento di Silli – è accertare quale fosse la posizione delle stesse associazioni nel 2005, anno di costituzione del Centro di ricerca e alta formazione”. Nessun obbligo a comparire, è chiaro, ma “declinare l'invio sarebbe un diniego a collaborare per il bene della città”. Il Creaf è costato 22 milioni di finanziamenti pubblici, soldi che si sono tradotti solo nell'acquisto e nella ristrutturazione (ad oggi non ancora completata) dell'immobile pagato otto milioni e mezzo nel 2005 a un privato che poco tempo prima all'asta lo aveva pagato circa cinque. L'attività non è mai partita. La procura ha aperto un'inchiesta che ipotizza il reato di bancarotta societaria a carico di tre persone: i primi due presidenti della società, Daniele Panerati e Luca Rinfreschi, e l'ultimo amministratore unico Laura Calciolari.   
Di Creaf ha parlato oggi il sindaco in Consiglio comunale: "Da un punto di vista amministrativo, penale e gestionale ognuno si assumerà le proprie responsabilità - ha detto Matteo Biffoni - le indagini della magistratura chiariranno se ci sono stati reati e farà chiarezza su quanto è accaduto. Da un punto di vista politico, invece, ricordo che la volontà di creare un centro di ricerca nacque circa 15 anni fa per sostenere le imprese del nostro territorio, in particolare quelle del settore tessile, nel fare un salto di qualità mettendo a disposizione una partecipata pubblica che potesse permettere al distretto di contare su ricercatori, laboratori e centri di innovazione attratti sul nostro territorio anche da fuori che consentissero alle nostre aziende di stare sul mercato in modo più efficace. Per questo furono intercettati ben 11 milioni di fondi europei, risorse che, ricordo, hanno una destinazione ben precisa". 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  02.03.2017 h 16:01

 
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