19.12.2017 h 09:45 commenti

Fallimento Creaf, interrogatorio fiume per l'ex presidente della Provincia Gestri

Si è concluso in tarda serata, ieri, l'interrogatorio del quarto indagato dell'inchiesta sul Centro di ricerca e alta formazione costato 22 milioni di soldi pubblici ma mai entrato in attività. L'avvocato di Lamberto Gestri: "Chiariti tutti gli aspetti contestati, per ogni risposta siamo in grado di fornire riscontri documentali"
Fallimento Creaf, interrogatorio fiume per l'ex presidente della Provincia Gestri
Interrogatorio fiume per Lamberto Gestri, l'ex presidente della Provincia di Prato finito sul registro delle notizie di reato nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento del Creaf, il Centro di ricerca e alta formazione costato 22 milioni di soldi pubblici ma mai entrato in attività. Convocato dal sostituto procuratore Lorenzo Boscagli, Gestri è arrivato al Palazzo di giustizia alle 15 insieme al suo avvocato Giovanni Renna e ci è rimasto fino alle 20.30. “Il mio assistito ha preso posizione su ogni aspetto contestato e lo ha chiarito – le parole del legale – siamo in grado di dare riscontri documentali ad ogni risposta e ad ogni chiarimento fornito alla procura da Lamberto Gestri che si è dichiarato completamente estraneo all'ipotesi di reato che gli viene addebitata”.
“L’indagato - è il commento del procuratore Giuseppe Nicolosi - ha risposto in modo compiuto e articolato. Faremo riscontro sulle indicazioni che ci sono state fornite e tutte le valutazioni necessarie a individuare eventuali nuove posizioni”. Bancarotta l'accusa mossa dal sostituto Boscagli nei confronti dell'ex presidente della Provincia e degli ex amministratori: in ordine di tempo, Daniele Panerati e Luca Rinfreschi, difesi dall'avvocato Alberto Rocca, e Laura Calciolari. Il Creaf è stato dichiarato fallito dal tribunale di Prato lo scorso febbraio; già da diversi mesi la procura stava indagando per ricostruire la strada presa dai 22 milioni di finanziamenti pubblici stanziati per il progetto che però non è mai passato dalla carta alla realtà. Del Centro di ricerca resta solo quella che doveva essere la sede operativa, in via Galcianese: un immobile nel 2005 acquistato per otto milioni e mezzo circa da un privato che un anno e mezzo prima lo aveva pagato cinque all'asta. Immobile ristrutturato negli anni e mai inaugurato nonostante i tentativi della società – la Provincia socio di maggioranza – di dar gambe all'idea di impiantare a Prato un'eccellenza nella ricerca e nell'alta formazione in grado di dare nuove prospettive al settore tessile.
L'inchiesta della procura sembra vicinissima al traguardo. Enorme la quantità di documenti che la guardia di finanza ha acquisito e che sono a disposizione della procura.
nt
 
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Data della notizia:  19.12.2017 h 09:45

 
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