05.02.2019 h 17:47 commenti

Elisa Amato uccisa a Prato. Le botte prima degli spari

Dopo oltre 8 mesi di attesa è stato depositato l'esito dell'autopsia effettuata sul corpo della trentenne pratese ammazzata dal suo ex la notte del 26 maggio scorso
Elisa Amato uccisa a Prato. Le botte prima degli spari
Elisa Amato è stata uccisa sotto la sua abitazione a Galciana da tre colpi di pistola che l'hanno colpita all'avambraccio destro, al torace e al fegato. Era seduta lato guida sulla sua auto mentre il suo assassino, il suo ex Federico Zini, si trovava sul lato passeggero. Prima di sparare, Federico l'ha presa a pugni per annientare la resistenza che la giovane gli stava opponendo. E' quanto afferma l'esito dell'autopsia effettuata sul corpo della trentenne pratese uccisa dall'ex che poi si è tolto la vita, la notte del 26 maggio scorso. Entrambi sono stati ritrovati cadavere nel parcheggio del campo sportivo di San Miniato, città nella quale il giovane viveva con i genitori e con il fratello. Dopo oltre 8 mesi, finalmente è stato depositato il responso dell'esame autoptico atteso soprattutto per far chiarezza sul luogo dove la giovane è stata uccisa e di conseguenza sulla procura competente che quindi è Prato e non Pisa.
Ora l'inchiesta può chiudersi e la famiglia di Elisa avere le risposte che cercava da quel terribile giorno. "Ho parlato con la sorella di Elisa per informarla del contenuto dell'autopsia per sommi capi. - spiega l'avvocato Antonio Bertei, legale della famiglia Amato - Nei prossimi giorni incontrerò di persona anche la mamma. Sarebbe stato auspicabile che questa relazione arrivasse molto prima. Non ci sono giustificazioni per tutto questo ritardo considerando quanto queste risposte fossero fondamentali per ricostruire con esattezza cosa è avvenuto quella notte".
 La temperatura del corpo di Elisa indica nelle prime ore del mattino il momento della morte, compatibile con gli spari sentiti nella zona di Galciana da alcuni testimoni.
La pistola, ritrovata nell'auto e regolarmente detenuta da Zini che aveva ottenuto un porto d'arma per uso sportivo, ha sparato tre colpi che hanno colpito la ragazza sul lato destro del busto: uno all'avambraccio, uno al fegato e quello mortale al torace che ha intercettato polmone destro, cuore e anche polmone sinistro. La giovane ha lottato per difendersi dalla furia del suo ex: i segni sulla guancia destra e la rottura dei due incisivi sono la prova che la ragazza è stata presa a pugni durante la colluttazione. Dopo la morte il copro della ragazza è stato spostato da Federico sul lato passeggero e portato a San Miniato dove il ragazzo si è tolto la vita.
L'esito dell'autopsia arriva proprio nel giorno in cui la Regione ha negato l’iscrizione della Fondazione intitolata a “Federico Zini” nel registro regionale delle persone giuridiche.
Contro la onlus voluta dal padre dell'assassino di Elisa, c'era stata una vera e propria levata di scudi da parte degli consigli comunali del pratese e dello stesso consiglio regionale che recentemente ha votato all'unanimità il suo "no" alla Fondazione Zini.  «Siamo davvero soddisfatti per questa decisione, che va esattamente nella direzione che avevamo indicato. - affermano Nicola Ciolini ed Enrico Sostegni, consiglieri regionali del Pd - Le parole sono importanti e, nel caso del nome di una fondazione, l’intitolazione a una persona che si è macchiata del crimine orrendo del femminicidio, ciò lo è ancora di più».
Compiacimento è stato espresso anche dalla vice capogruppo Pd Monia Monni e dalle consigliere Ilaria Bugetti e Alessandra Nardini: “Anche il dolore della famiglia di Federico va rispettato, è ovvio, ma il terribile gesto non lo si assolve con buoni propositi, rimane per com’è stato e non sono ammissibili fraintendimenti".
E.B.
 

Data della notizia:  05.02.2019 h 17:47

 
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