03.04.2020 h 10:56 commenti

Duro "j'accuse" della Cgil contro l'Asl: "Paghiamo dieci anni di politiche sbagliate sul personale"

Il sindacato, con una nota della segreteria, punta il dito contro il sistema sanitario pubblico locale, che "non riesce ad offrire un servizio a tutti quelli che ne hanno bisogno". Il timore è che si faccia sempre più ricordo al privato a discapito del pubblico
Duro "j'accuse" della Cgil contro l'Asl: "Paghiamo dieci anni di politiche sbagliate sul personale"
"Basta con la retorica dei pur encomiabili professionisti sanitari. Stanno emergendo dieci anni di politiche sbagliate sul personale nella Asl Toscana Centro, dove non ci sono risorse per fare una vasta ricerca epidemiologica e per garantire la sicurezza degli operatori sanitari". E’ un atto di denuncia quello della segreteria della Camera del Lavoro di Prato sulle disfunzioni, nella fase di emergenza, del sistema sanitario pubblico locale, che "non riesce ad offrire un servizio a tutti quelli che ne hanno bisogno". 
Mancano gli assistenti sanitari, "seppure questi siano fondamentali per un’indagine epidemiologica a tappeto, avendo le competenze per fare i tamponi. La scarsità delle risorse del sistema provoca l’impossibilità di indagine epidemiologica": a Prato non sono più di 8, e "non potranno intervenire celermente" per gli 800 anziani nelle residenze sanitarie assistite, per gli oltre 2.600 professionisti sanitari e per gli oltre 500 operatori del privato sociale. La stessa trasformazione di reparti ospedalieri in nuovi spazi di malattie infettive o di terapie intensive determina "una forte azione di riqualificazione degli operatori. Lo stress formativo a cui sono sottoposti deve trovare risposta nell’immissione massiva, anche temporanea, di personale utile a diluire i carichi ordinari di lavoro e a permettere l’acquisizione delle nuove e specifiche competenze richieste". In ogni caso, continua la nota della Cgil, "devono essere garantiti, per ridurre il più possibile il rischio di contagio, i dispositivi di protezione personale: le mascherine FFP3 – sicure al 98% – e gli occhiali di protezione".
Non meno forte il richiamo alle istituzioni: "La politica deve dare risposte articolate e di sistema. La sicurezza dei professionisti sanitari non produce soltanto effetti positivi sui lavoratori, ma determina la sicurezza di tutti i cittadini. È fondamentale evitare che ad ammalarsi siano proprio coloro che si occupano della cura della popolazione. Non vorremmo che i cittadini fossero costretti a rivolgersi al privato, evenienza che si sta peraltro verificando in queste ore proprio nella nostra città, con la messa a disposizione di tamponi a pagamento da una clinica privata. Il privato non fa altro che occupare spazi lasciati colpevolmente liberi dal servizio pubblico, con la spiacevole conseguenza che possono accedervi solo coloro privi di problemi economici, e una parte degli stessi professionisti. La popolazione e gli stessi operatori sarebbero esclusi da prestazioni in questo momento essenziali. Solo il servizio pubblico può garantire l’accesso generalista alle prestazioni sanitarie".
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  03.04.2020 h 10:56

 
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