20.01.2018 h 13:57 commenti

Duemila euro di pizzo ogni settimana, i carabinieri arrestano due fratelli per estorsione

Due imprenditori di Poggio a Caiano costretti a versare ingenti somme di denaro ai fratelli già finiti nei guai nel 2012 per rapina. L'appello della procura: "Chi sa parli, l'omertà è la precondizione per l'espansione delle attività criminali"
Duemila euro di pizzo ogni settimana, i carabinieri arrestano due fratelli per estorsione
Per anni puntualmente si sarebbero presentati alla porta degli imprenditori taglieggiati per riscuotere il pizzo. Botte anche di duemila euro a settimana a cui hanno messo fine i carabinieri che nella serata di ieri, venerdì 19 gennaio, hanno arrestato due fratelli calabresi, Vincenzo e Silvano Bartolo, 52 e 49 anni, residenti rispettivamente a Poggio a Caiano e a Carmignano. Già in carcere il figlio del primo, 25 anni, arrestato lo scorso dicembre nell'ambito della stessa indagine. L'accusa è estorsione. Un'indagine lampo, quella del Nucleo investigativo dei carabinieri coordinata dai sostituti procuratori Laura Canovai e Valentina Cosci che hanno chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari i provvedimenti di custodia cautelare. Due gli imprenditori, entrambi di Poggio a Caiano, tenuti sotto scacco: il titolare di una sala giochi che, secondo gli investigatori, pagava il pizzo addirittura dal 2010 consegnando duemila euro tutte le settimane, e il titolare di una ditta di minuteria metallica che avrebbe cominciato a versare i soldi nel 2014 per un ammontare stimato in centomila euro. Soldi, tanti soldi come dimostrerebbe la macchina di lusso acquistata dalla famiglia e pagata in contanti – raccontano gli investigatori – con i soldi appena incassati dagli imprenditori taglieggiati. Vecchie conoscenze delle forze dell'ordine i due fratelli finiti in carcere, già arrestati nel 2012 per la rapina ai danni di un altro imprenditore. Tutti e due hanno patteggiato: tre anni e tre mesi Vincenzo Bartolo che infatti era in regime di detenzione domiciliare, due anni il fratello. Nel corso delle perquisizioni, i carabinieri hanno sequestrato una pistola scacciacani modificata in modo da farla sembrare un'arma vera. Al momento sono due le vittime accertate ma secondo la procura potrebbero essere di più. Forte l'appello a denunciare: “L'omertà – le parole del procuratore Giuseppe Nicolosi – è la precondizione per l'espansione delle attività criminali. Abbiamo indizi che ci fanno ritenere che l'attività delle persone arrestate fosse più estesa”. All'appello si è unito il sostituto Canovai: “Chi sa parli e aiuti le indagini”.   
 
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Data della notizia:  20.01.2018 h 13:57

 
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