07.10.2021 h 14:59 commenti

Don Spagnesi, la Chiesa ha presentato denuncia per appropriazione indebita. Crescono le querele dei fedeli raggirati

La denuncia, portata in questura, è stata già trasmessa alla procura. Si parla di ammanchi per un ammontare compreso tra 130 e 150mila euro tra il 2019 e aprile 2021. Il sacerdote è agli arresti domiciliari dal 14 settembre per importazione e spaccio di droga. Prima di lui, era finito nei guai il compagno
Don Spagnesi, la Chiesa ha presentato denuncia per appropriazione indebita. Crescono le querele dei fedeli raggirati
La parrocchia della Castellina ha querelato don Francesco Spagnesi, il sacerdote agli arresti domiciliari per importazione e spaccio di droga acquistata con i soldi della chiesa e consumata durante i festini a luci rosse organizzati a casa del compagno, Alessio Regina, anche lui arrestato. La querela è stata consegnata stamani in questura e da qui depositata in procura. Al sostituto Lorenzo Gestri, titolare dell'inchiesta, la parrocchia chiede di verificare la sussistenza del reato di appropriazione indebita, cioè se gli ammanchi – che secondo le stime oscillerebbero tra 130 e 150mila euro – possano diventare un'ulteriore ipotesi accusatoria a carico dell'ex parroco. E' stato don Spagnesi a confessare di aver usato i soldi della parrocchia per comprare cocaina e gbl, meglio nota come droga dello stupro. I primi acquisti risalirebbero al 2019, l'ultimo alla fine di agosto quando prima Alessio Regina e poi il sacerdote sono finiti nei guai. Erano in macchina insieme, sull'auto di proprietà di don Spagnesi, quando la polizia li fermò per un controllo: ad attirare l'attenzione degli agenti fu un pacchetto intestato a Regina, proveniente dall'Olanda, appena ritirato da uno spedizioniere; all'interno un litro di gbl da cui ricavare tra mille e duemila dosi.
I consistenti e continui prelievi di denaro dal conto corrente della parrocchia erano già emersi a maggio del 2020 ma è la scorsa primavera che il vescovo, Giovanni Nerbini, viene a sapere della tossicodipendenza del prete e revoca la sua firma dai conti. Gli ammanchi sarebbero nell'ordine di 5-10mila euro nel 2019, 80-90mila nel 2020, tra 45 e 50mila nei primi quattro mesi del 2021. La diocesi aveva già fatto sapere che non è possibile quantificare quanti soldi sono stati destinati alle spese della parrocchia e alle attività caritatevoli e quanti, invece, all'acquisto di droga.
Sarà la procura, anche sulla base degli altri elementi raccolti in queste prime settimane di indagine, a stimare quanti soldi della chiesa sono finiti nelle tasche degli spacciatori che rifornivano don Spagnesi. Intanto prende sempre più consistenza l'altra ipotesi di reato, quella della truffa ai fedeli a cui, dopo essere stato interdetto dalla possibilità di fare operazioni sul conto corrente della parrocchia, il sacerdote si rivolgeva chiedendo soldi da destinare alle famiglie povere. Sette-otto, al momento, le querele arrivate in procura da parrocchiani e conoscenti che si sono sentiti traditi dal prete, che erano convinti di aver fatto del bene alle persone bisognose e che solo dopo l'arresto hanno saputo di aver finanziato i canali della droga. 
 
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Data della notizia:  07.10.2021 h 14:59

 
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