03.12.2021 h 18:23 commenti

Dodici ore di attesa su una barella al pronto soccorso prima del posto letto, l'Asl corre ai ripari

L'obiettivo è ridurre il cosiddetto "bording" ma ancora non si va oltre il 50% dei pazienti da ricoverare. Accessi ancora alti ma non a livelli pre-pandemia. Il primario: "Il 90% dei contagiati che ricoveriamo sono non vaccinati"
Dodici ore di attesa su una barella al pronto soccorso prima del posto letto, l'Asl corre ai ripari
Dottor Alessio Baldini
Tecnicamente si chiama boarding ma più semplicemente è l'attesa di un posto letto, per ricovero o ulteriori accertamenti, a cui è sottoposto un paziente del pronto soccorso dopo aver terminato lo screening legato all'emergenza (4- 6 ore). Un problema che affligge tutti gli ospedali del mondo e che non risparmia il Santo Stefano, alle prese con dimensioni troppo ridotte rispetto al fabbisogno della popolazione.
Qui siamo di fronte a una media di 20 persone al giorno che attendono 12 ore su una barella un posto letto all'Obi o in reparto. Significa malessere per il paziente e sovraccarico di lavoro per i sanitari del pronto soccorso che devono continuare a guardare questi venti pazienti nonostante la fase dell'emergenza sia finita e accogliere i nuovi accessi.
Un problema ben noto al dottor Alessio Baldini (foto), direttore del pronto soccorso del Santo Stefano che da qualche mese, con la direzione, sta attuando la cosiddetta "presa in carico veloce" con briefing quotidiano con gli specialisti per la sistemazione dei pazienti, ma al momento si riesce a dar risposta a dieci persone contro le venti di media: "Stiamo intervenendo per ridurre le attese e gli effetti del boarding. - spiega Baldini - anche il day service multidisciplinare ci sta aiutando. E' chiaro a tutti che il problema è di tutto l'ospedale e non solo del pronto soccorso. Ci rendiamo conto che attendere su una barella non è come stare su un letto. Senza contare che rischiamo di andare in crisi anche con le barelle a disposizione. Lo sforzo è massimo per accelerare il percorso in uscita dal pronto soccorso".
Il blocco in uscita dal pronto soccorso dovuto alla scarsità di posti letto si somma ai numeri record in accesso (il più alto della Toscana dopo Careggi) ed ecco che il personale si ritrova stritolato. Non è un caso che recentemente ben 12 medici siano fuggiti altrove e di tre sostituzioni se ne sia presentata solo una. I numeri del 2021 sono lontani dal periodo pre Covid quando si toccò una media di 280/300 accessi al giorno e oltre 100mila l'anno, ma comunque da giugno in risalita rispetto alla battuta d'arresto registrata nel 2020. Negli ultimi tre mesi la media è di 220 al giorno e al 30 novembre si è arrivati a toccare 60.861 accessi. Come al solito i codici minori (4 e 5) sono oltre un terzo, pari a circa 21mila, a dimostrazione che il territorio non riesce a fare da filtro. I codici rossi sono solo 1.500, i gialli 6.239, le urgenze differibili invece ben 31.369. "Oltre ad agevolare l'uscita dal pronto soccorso - prosegue Baldini - dovremmo agire sugli ingressi. Se riuscissimo a diminuire di un 30% gli accessi togliendo quelli impropri, sarebbe già un altro lavorare. Presto arriverà anche la fast track ortopedica per i traumi minori. Un sistema che si aggiunge alla fast track oculistica, ostetrica e pediatrica che ci aiutano ad agire sugli accessi". 
Rispetto alla prima metà dell'anno il Covid influenza pochissimo: i casi sono 4-5 al giorno di cui da ricovero 2,5. "E questo - chiosa Baldini - grazie alla vaccinazione. Tra l'altro oltre il 90% dei contagiati che ricoveriamo sono non vaccinati. Il resto riguarda pazienti fragili con comorbidità e quadri complessi".
(e.b.)
 

Data della notizia:  03.12.2021 h 18:23

 
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