11.05.2015 h 14:45 commenti

Diventare madre e scoprire in un istante che niente è come prima né più potrà esserlo

Si può farlo per scelta, per calcolo, per amore o per errore. Ma sempre si realizza il miracolo di aprirsi alla dimensione del dono, all’offerta di noi stesse e del nostro tempo in modo gratuito, disinteressato
Diventare madre e scoprire in un istante che niente è come prima né più potrà esserlo
E si diventa madri: per scelta, per calcolo, per amore o per errore. Lo si scopre in quell’istante sospeso nel tempo, come se il mondo in quell'attesa trattenesse il respiro. Gioia e stupore si uniscono all'incredulità, alla meraviglia di poter assecondare la vita e alla vita consegnare una nuova esistenza. Un tuffo al cuore delinea il momento, ritmato dalla consapevolezza che niente è come prima né più potrà esserlo.
E si diventa madri: adesso il cuore ha un posto occupato, posa sopra una trama in cui si intrecciano pregressi vissuti di figlia e nuove speranze di madre. Insospettati timori affiancano imprevedibili attese, spalancando la porta ad una responsabilità finora sconosciuta, che a tratti spaventa.
E si diventa madri: la serietà dello sguardo, specchio dell’importante ruolo acquisito, dolcemente si attenua ed annega negli occhi assettati del figlio: è l’incanto dell’incontro. Quest’intensità di sguardi supera la ferita della separazione, è scambio emozionale dal quale emergono coscienza di sé ed auto percezione, è istante magico dove il mistero dell’essere si disvela e si calma nella relazione.
E si diventa madri: base sicura da cui partire per esplorare, abbraccio dove tornare dopo sconfitte e cadute in cerca di sostegno, di conforto, di quell’odore inconfondibile che fa sentire a casa, di quello sguardo che rassicura, che impedisce di frantumarsi in mille pezzi.
E diventare madre completa l’essere stata figlia: offre occasione di guardare con occhi nuovi il genitore che ci ha aperto la strada; di accettarne limiti e carenze con generoso coraggio, per poi procedere con passo spedito verso la nuova tappa del ciclo vitale.
E in questa nuova tappa facendo nascere si muore poco a poco a noi stesse, relegando la nostra ego centratura, offuscando il nostro io, accantonando i nostri programmi forse improvvisamente sconvolti. Adesso è tempo di aprirsi alla dimensione del dono, all’offerta di noi stesse e del nostro tempo in modo gratuito, disinteressato.
La sofferenza e il travaglio iniziale, daranno (come il parto) alla luce una nuova nascita: la nostra maturità. Saremo adulti non solo avidi di ricevere bensì desiderosi di dare alla vita, di generare, di far nascere ancora.
Storie di vita, storie di donne, storie di mamme, storie di noi.
Teresa Zucchi


 
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Data della notizia:  11.05.2015 h 14:45

 
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