06.04.2021 h 18:33 commenti

Distretto tessile, perso un quarto dell'export nonostante la ripresa del mercato cinese

Secondo il Monitor dei Distretti della Toscana realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo a Prato andati in fumo oltre 500 milioni di euro rispetto al 2019
Distretto tessile, perso un quarto dell'export nonostante la ripresa del mercato cinese
Il distretto pratese del tessile e abbigliamento, secondo il Monitor dei Distretti della Toscana realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, nel corso del 2020 ha registrato una perdita dell’export pari al 23,4%, rispetto all’anno precedente (- 510 milioni di euro).
Risultati negativi nonostante, nell’ ultimo periodo, il buon trend del mercato cinese (+45%) che però non è riuscito a compensare le perdite dei principali mercati europei; in primis la Svizzera che ha registrato – 33%, seguita da Francia e Germania entrambe con – 10%. Male anche il settore delle macchine per l’industria tessile dove il calo è stato del 30%. “Diversi – secondo la nota del centro Studi - i fenomeni che hanno causato la netta diminuzione delle esportazioni del Sistema moda: la sospensione delle attività nei mesi di marzo e aprile, le restrizioni ancora presenti e diffuse nel panorama internazionale nella distribuzione, la revisione dei consumi a scapito dei beni voluttuari, le limitazioni agli spostamenti e la mancata attivazione della filiera turistica”
Nel 2020, sempre secondo il Monitor, le esportazioni distrettuali toscane sono state pari a 16,2 miliardi di euro, con un calo rispetto all’anno precedente di -4,3 miliardi di euro (-20,9%): a pesare in particolare la flessione subita nel secondo trimestre (-48,7%) al quale è seguito un rimbalzo nella seconda parte dell’anno con una variazione che si è attestata al -8,7% nel terzo trimestre e al -8,5% nel quarto trimestre. quando avevano raggiunto il punto di massimo dell’ultimo decennio.
“Poco è cambiato rispetto a sei mesi fa – è il commento di Maurizio Sartio presidente di Sistema Moda Confindustria Toscana Nord – eccetto la ripresa dell’America e quella della Cina , il resto è tutto bloccato. Siamo nelle stesse condizioni dei ristoratori: mancano gli eventi sociali che sono alal base della moda”. Intanto si guarda con preoccupazione al periodo delle fiere: a luglio ci sono i primi appuntamenti a Parigi e a Milano, ma per ora non è ancora stato stabilito, visto la situazione sanitaria, se saranno in presenza. “La scelta di affidare le presentazioni direttamente agli agenti – continua Sarti – a lungo andare non premia, visto che i clienti non possono concentrare le visite in un unico spazio e in pochi giorni. Inoltre resta l’incertezza sui clienti stranieri, che se anche fossero organizzate le fiere secondo i vecchi standard, pure nel rispetto delle norme anticontagio, non è automatico che parteciperanno. In questo caso verrebbe a mancare una parte importante della clientela”.
 
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Data della notizia:  06.04.2021 h 18:33

 
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