20.01.2022 h 13:35 commenti

Diritto all’aborto, nove consiglieri Pd chiedono di verificare la situazione nelle strutture sanitarie cittadine

E' stata presentata un'interrogazione da una parte del gruppo consiliare per verificare che la legge 194/78 sia pienamente applicata
Diritto all’aborto, nove consiglieri Pd chiedono di verificare la situazione nelle strutture sanitarie cittadine
Nove consiglieri comunali del Partito democratico di Prato hanno presentato un’interrogazione in Consiglio Comunale per verificare se la situazione attuale negli ospedali, consultori, e ambulatori della città consenta un effettivo e tempestivo esercizio del diritto all’aborto, nonché conoscere il numero di obiettori di coscienza presenti nelle strutture sanitarie. Questo anche alla luce del sit in che martedì 18 gennaio ha visto coinvolte 100 donne per denunciare la mancata applicazione, sul territorio regionale, della Legge sull’aborto a causa del grande numero di obiettori di coscienza negli ospedali e nei consultori. Ciò non permette di garantire sempre il diritto di abortire né la piena applicazione della Legge  194/78.
“È necessario che, a fronte di personale obiettore, il sistema sanitario garantisca sempre e comunque anche la presenza di personale non obiettore in grado di praticare l’aborto e di garantire la possibilità alle donne che lo richiedono di esercitare questo insindacabile diritto senza ulteriori complicazioni” – dichiara la consigliera Pd, Matilde Rosati – “Già trattasi di una scelta che, per una donna, non è facile per tanti motivi, se a ciò si aggiunge poi che la procedura di aborto farmacologico non è semplificata e che è necessario recarsi quattro volte in ambulatorio prima di poter ottenere una pillola abortiva è evidente che un diritto che è garantito dalla legge in realtà si ritrova a essere indebolito e frustrato nel suo esercizio effettivo. Non possiamo tollerarlo. Deve essere davvero garantito un effettivo esercizio della libertà di scelta, con modalità volte a garantire la sicurezza di chi ricorre a pratiche abortive e l’assistenza psicologica ove richiesta, e la procedura dell’aborto farmacologico deve essere semplificata, con possibilità di somministrare i farmaci in regime di day hospital, in linea con le recenti linee guida ministeriali emanate ad agosto 2020 e con gli altri paesi europei – prosegue Rosati.
I firmatari del documento, oltre a Rosati, sono il capogruppo Marco Sapia, Marco Biagioni, Martina Guerrini, Monia Faltoni, Elena Bartolozzi, Marco Wong, Claudia Longobardi e Lorenzo Tinagli.
“A tutto ciò si aggiunga anche che la situazione pandemica che stiamo vivendo, che ha portato alla riduzione di tutti i servizi sanitari non strettamente legati al Covid, ha peggiorato la situazione e reso ancor più difficile ricorrere all’aborto. È una battaglia di civiltà, che ha visto riunite tantissime realtà ieri al sit in, associazioni, sindacati, con quest’unico obiettivo che dobbiamo necessariamente raggiungere” conclude la consigliera Rosati. Nell’interrogazione si chiede, infine, di conoscere anche il numero dei consultori attivi nella città di Prato e di verificare quale sia la procedura che porta all’ottenimento della pillola abortiva, anche al fine di disincentivare vendite online della pillola in questione a prezzi esorbitanti e in generale di evitare pratiche abortive clandestine e non sicure per la salute delle donne.
Sul tema intervengono anche i Giovani Democratici. “Sulla base dei dati che emergeranno, - spiega Teresa Gori, responsabile Diritti dei GD- devono essere elaborate soluzioni lungimiranti insieme ai corpi intermedi e alle realtà che si occupano del tema quotidianamente: è prioritario garantire l'aborto farmacologico con l'accesso nei consultori; assicurare che l'Interruzione volontaria di gravidanza venga praticata in maniera diffusa, non tenendo un diritto in ostaggio delle sensibilità conservatrici del personale sanitario obiettore, abbandonando le donne alla ricerca disperata di un'adeguata presa in carico; e ancora, formare adeguatamente il personale sanitario. L'esercizio di un dovere sanitario e la fruizione di un diritto essenziale non dovrebbero essere eccezionalità, ma regola”.
 
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Data della notizia:  20.01.2022 h 13:35

 
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