09.08.2022 h 18:12 commenti

Dimissioni più veloci dai reparti di Medicina, il pronto soccorso ora è meno in affanno

Sopralluogo dei vertici dell'Asl al Santo Stefano per fare il punto dopo l'entrata in vigore del piano di emergenza varato per smaltire i tempi di attesa di un posto letto dopo la visita di emergenza. La media giornaliera è quasi raddoppiata
Dimissioni più veloci dai reparti di Medicina, il pronto soccorso ora è meno in affanno
Da sinistra Alessandro Farsi, Simone Magazzini, Giancarlo Landini e Sara Melani
Sta funzionando il piano d'intervento che l'Asl ha adottato per il Santo Stefano per velocizzare le dimissioni dai reparti e ridurre i tempi di attesa per i nuovi ricoveri. Dal 31 luglio allo scorso 6 agosto, la media giornaliera è di 27 dimissioni al giorno, quasi il doppio del periodo precedente alla "cura" quando il sistema andò in tilt con oltre 70 persone in attesa di un posto letto da oltre 48 ore al pronto soccorso e nei corridoi. Oggi, 9 agosto, il direttore generale dell'Asl Toscana Centro, Paolo Morello Marchese, ha verificato di persona gli effetti del piano di emergenza messo in piedi in un paio di giorni con i direttori di dipartimento Simone Magazzini (emergenza-urgenza) e Giancarlo Landini (specialistiche mediche) con quest'ultimo che ha lasciato Santa Maria Nuova per raggiungere il collega a Prato in modo da accelerare le procedure di dimissioni nelle Medicine.

Lavoro simile per il primario di allergologia e immunologia, Alessandro Farsi, chiamato a fare altrettanto nei setting Covid dopo il suo ottimo lavoro nella partita delle vaccinazioni. I risultati sono confortanti: "Per non ingolfare il pronto soccorso e permettere ai medici d'urgenza di concentrarsi sui nuovi accessi, Magazzini indicava in almeno 25 le dimissioni giornaliere. - afferma Morello – Siamo a una media di 27 e quindi l'obiettivo è stato centrato. Lavorare in squadra, tutti allo stesso ritmo, funziona". Il piano prevedeva anche lo spostamento dei pazienti – oggi sono 36 - in attesa di ricovero (così detto Ama-presa in carico precoce) al piano superiore, nell'ex Obi, in modo da non congestionare gli spazi (e i corridoi) del pronto soccorso e migliorare il comfort dei pazienti. I 14 letti Obi sono quindi stati sistemati al pian terreno nell'Hdu dove è stata ricavata anche una bolla Covid da sei letti per gli accessi al pronto soccorso positivi. Il risultato è un'area emergenza senza caos e barelle in ogni angolo, come non si vedeva da molto tempo. Certo, siamo in pieno agosto e gli accessi si riducono notevolmente (180 circa al giorno). La vera prova del nove sarà a settembre con il ritorno alla normalità. "Stiamo già lavorando a un nuovo piano post estivo che calibri gli interventi sui numeri del periodo e considerando anche che a metà settembre finirà il periodo delle ferie del personale e potremo quindi riaprire tutti i letti. – ha spiegato la direttrice dell'ospedale, Sara Melani – Dobbiamo anche pensare a nuove eventuali ondate di Covid". E' in arrivo anche il rafforzo del personale: "Stiamo attingendo dalle graduatorie esistenti tre medici e diciotto infermieri – afferma Morello Marchese. - I primi per occuparsi della presa in carico precoce, i secondi anche per i setting Covid".
(e.b.)
 

Data della notizia:  09.08.2022 h 18:12

 
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