13.11.2017 h 11:25 commenti

Digestore anaerobico a Gida, il Comune convoca gli Industriali: "No al muro contro muro"

La strada del dialogo viene preferita all'ipotesi di far valere il proprio peso in assemblea dei soci. Un'eventuale alleanza con Consiag garantirebbe la maggioranza assoluta
Digestore anaerobico a Gida, il Comune convoca gli Industriali: "No al muro contro muro"
A gennaio nella cittadina tedesca di Koblenz, sarà attivato un digestore anaerobico molto simile a quello che il Comune di Prato e i vertici di Gida vogliono realizzare nell'impianto di depurazione delle  acque di Baciacavallo per smaltire i fanghi al posto dell'inceneritore attuale, attivo da ben 36 anni. Una visita al nuovo impianto tedesco potrebbe essere una strada da percorrere per vincere le forti resistenze degli Industriali, soci di Gida con poco più del 45% delle azioni, (il Comune ha poco meno del 47% e Consiag il restante 8%), sostenitori del termovalorizzatore puro e semplice che a loro avviso darebbe più garanzie di buon funzionamento e minori rischi. Prima di un'eventuale gita "fuori porta", comunque, è necessario tornare al dialogo per abbattere il "muro contro muro" che su questo argomento  ha paralizzato il cda di Gida (LEGGI) e mandato in soffitta un accordo di gestione del digestore con Alia per lo smaltimento della frazione organica prodotta nell'area metropolitana. E' ciò che auspicano il Comune e i vertici di Gida che oggi, 13 novembre, hanno partecipato alla seduta congiunta delle commissioni consiliari Ambiente e Controllo e garanzia. Il presidente di Gida, Alessandro Brogi, ha spiegato i vantaggi del digestore anaerobico in termini ambientali, economici e operativi. Rispetto al termovalorizzatore costa 5 milioni di euro in meno, 21 contro 26, e ha tempi di rientro dimezzati (8 anni e mezzo anzichè 18). L'impianto ha una filiera composta da tre fasi: digestione anaerobica, essiccamento e gassificazione. Le tonnellate di fanghi prodotti in un anno sono 35mila. La prima fase permette di ridurre del 20% i fanghi da trattare e produce biogas da cui è possibile generare energia elettrica. L'essicamento, attuato con un getto d'aria calda, riduce di un ulteriore 80%. Si arriva quindi alla terza fase con circa 7mila tonnellate di residuo. Il gassificatore la riduce a meno della metà, pari al 10% della massa iniziale, e produce ulteriore energia che complessivamente coprirebbe l'80% del fabbisogno di Gida. Sul fronte ambientale gli inquinanti si ridurrebbero del 60% rispetto all'attuale inceneritore. 
Eppure gli Industriali non sono convinti e non è chiaro neanche cosa potrebbe convincerli. Forse una terza fase affidata a un piccolo termovalorizzatore, ma il presidente di Gida storce la bocca preferendo a tale ipotesi il semplice trasporto all'esterno di Baciacavallo del residuo, proprio come avviene attualmente.
A questo punto le possibili vie d'uscita sono due: portare la decisione in assemblea dei soci dove il Comune, alleandosi con Consiag, avrebbe la maggioranza assoluta, oppure mettersi attorno a un tavolo per trovare un accordo, come preferirebbe sia il Comune che i vertici di Gida: "Non siamo contrari alla termovalorizzazione in assoluto - afferma Faggi - ma ora è necessario calarsi in un contesto reale in cui anche l'iter autorizzativo rende complicato realizzare l'impianto. Rischiamo un altro Case Passerini. Il digestore anaerobico presenta invece innegabili vantaggi e non basta dire di non aver mai visto impianti simili per smentirli. Credo ci sia tutto il tempo e lo spazio per un'interlocuzione positiva". Il presidente della commissione Ambiente Massimo Carlesi del Pd, ha definito il digestore "una scelta d'avanguardia In Europa come quella fatta  40 anni fa dal Comune e da Confindustria per la creazione di Gida e dei suoi impianti dove far confluire sia i liquami industriali che quelli civili". Più cauto il presidente della commissione Controllo e Garanzia, Giorgio Silli di Forza Italia, che si riserva una propria valutazione dopo approfondito il tema anche con gli Industriali: "Ciò che non capisco è perchè il Comune non fa valere la sua decisione in assemblea dei soci dove con Consiag ha la maggioranza se reputa questo progetto così valido come ci è stato spiegato." 
I residenti della zona però, non stanno a guardare. Il Coordinamento dei comitati per la salute della Piana Firenze-Prato e Pistoia e il Comitato ambientale difendiamo la nostra salute Prato sud, sono contrari senza se e senza ma all'ipotesi termovalorizzazione: "Intanto il termine corretto è inceneritore con recupero energetico  e tali impianti sono dichiarati insalubri di classe 1. Poi, dietro questa posizione di Confindustria c'è solo la volontà di privatizzare i profitti e di socializzare le perdite economiche ed ambientali". Questo non significa essere favorevoli al digestore: "Prima vogliamo vedere i progetti nel dettaglio. Lo abbiamo già chiesto, attendiamo le risposte". 
Qualunque decisione sarà presa in sostanza, non avrà davanti a se una discesa. Molto dipendenrà dall'inclinazione della salita. 
E.B.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  13.11.2017 h 11:25

 
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