12.09.2020 h 13:39 commenti

Detenuto appicca il fuoco nella sua cella, sette agenti finiscono all'ospedale. I sindacati: "Tragedia sfiorata"

E' successo la notte scorsa nella terza sezione della casa circondariale. Il detenuto ha incendiato il materasso e una zanzariera. Gli agenti intervenuti sono rimasti feriti e intossicati. Sappe e Uil polizia penitenziaria: "Situazione preoccupante, interventi risolutivi non più rinviabili"
Detenuto appicca il fuoco nella sua cella, sette agenti finiscono all'ospedale. I sindacati: "Tragedia sfiorata"
Notte di follia al carcere della Dogaia: un detenuto ha dato fuoco ad un materasso e ad una zanzariera all'interno della sua cella. Feriti e intossicati – e tutti finiti all'ospedale – i sette agenti di polizia penitenziaria intervenuti immediatamente per spegnere l'incendio. Il più grave ha riportato ferite giudicate guaribili in 30 giorni dai medici del Santo Stefano. E' successo la notte di sabato 12 settembre. Un fatto grave, l'ultimo di una serie di disordini che più volte sono stati denunciati dai sindacati che parlano di “tragedia sfiorata”. Il detenuto, un italiano rinchiuso nella sezione di media sicurezza, era in evidente stato di ebbrezza – secondo quanto riferito dal Sappe – quando ha appiccato il fuoco prima alla zanzariera posta sul blindato della cella e poi al materasso del letto. “L'attuale situazione in cui versa la casa circondariale di Prato è preoccupante – il commento di Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria – indispensabile appare un intervento degli uffici dipartimentali atto a ristabilire un clima di serenità tra gli operatori”. Il sindacalista racconta gli attimi di autentica tensione vissuti all'interno del carcere: “Poteva essere una tragedia. A sventare il peggio è stato il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari in servizio nel reparto e dal successivo impiego degli altri in servizio nelle altre sezioni". Domenico Madeo, segretaro proviciale Uil polizia penitenziaria, racconta dell'aggressione che gli agenti hanno subito mentre si prodigavano per evitare che l'incendio si propagasse alle altre celle. I due sindacalisti ribadiscono la necessità di interventi risolutivi e stigmatizzano una volta di più la carenza di organico che richiede soluzioni non più rinviabili.     







 
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Data della notizia:  12.09.2020 h 13:39

 
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