13.02.2017 h 15:57 commenti

Denuncia i "caporali" che lo sfruttano: prima viene minacciato, poi investito con l'auto

L'incredibile vicenda ricostruita da procura e polizia: fermati i due uomini accusati di tentato omicidio. La vittima è tuttora ricoverata in ospedale
Denuncia i "caporali" che lo sfruttano: prima viene minacciato, poi investito con l'auto
Aveva denunciato la sua condizione di operaio sfruttato, impiegato a nero e con un salario da fame in un'azienda agricola. Aveva trovato il coraggio di fare i nomi dei suoi sfruttatori e di raccontare che proprio loro lo avevano scaricato davanti all'ospedale di Prato dopo un gravissimo infortunio sul lavoro. Una denuncia per la quale ha rischiato di morire, investito dai due presunti “caporali” che lo hanno centrato in pieno con una macchina di grossa cilindrata mentre attraversava la strada. 
La procura ha sottoposto a fermo due pakistani di 55 e 57 anni, accusati di tentato omicidio e lesioni personali gravissime. Il provvedimento è stato eseguito dalla polizia. La vittima, un marocchino di 50 anni, a due settimane dall'incidente, è ancora ricoverato all'ospedale di Prato con una prognosi di 47 giorni per fratture multiple. 
“Metodi mafiosi – le parole del procuratore Giuseppe Nicolosi – per convincere un testimone a ritirare la denuncia”. Denuncia presentata lo scorso 23 maggio quando il marocchino viene a sapere dell'inchiesta sul caporalato nei vigneti del Chianti. Si presenta in procura e ai sostituti Antonio Sangermano e Laura Canovai racconta dei due pakistani che portano a lavorare lui ed altre persone, per una manciata di euro l'ora, nell'azienda agricola “Il Forteto”, azienda che risulta del tutto estranea all'inchiesta della procura e che ha smentito l'impiego di manodopera non regolare.
Il marocchino racconta anche di essere rimasto vittima il 3 aprile 2016 di un infortunio sul lavoro, di essere stato soccorso e abbandonato davanti all'ospedale dai due pakistani, che poi cercano in tutti i modi di convincere l'uomo a ritirare la denuncia e minacciano di violentare la moglie e il figlioletto. Intimidazioni pesantissime ma cadute nel vuoto e così lo scorso 30 gennaio l'investimento volontario in via Visiana, alle 2 del pomeriggio: il marocchino sta attraversando la strada sulle strisce pedonali quando viene travolto da una macchina con a bordo i due pakistani che poi scendono, lo avvicinano e lo minacciano ancora. “Siamo di fronte ad un episodio oscuro, gravissimo, che deve far riflettere – ha detto il procuratore Nicolosi – quello del caporalato è un fenomeno da stanare”. La procura ha precisato che non ci sono collegamenti tra quanto denunciato dal marocchino e l'inchiesta sul caporalato nelle aziende del Chianti. 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  13.02.2017 h 15:57

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 
 

Digitare almeno 3 caratteri.