14.04.2017 h 12:45 commenti

Delitto Lo Cascio, smontata anche l'ultima bugia dell'assassino: la vittima non ha mai fatto uso di droga

Ha dato esito negativo l''esame tossicologico effettuato su disposizione della procura. Del tutto infondata la versione raccontata agli inquirenti da Ammari
Delitto Lo Cascio, smontata anche l'ultima bugia dell'assassino: la vittima non ha mai fatto uso di droga
Abdelghani Ammari, il marocchino di 30 anni in carcere per l'omicidio di Leonardo Lo Cascio, il trentottenne portiere di notte ucciso la sera del 30 marzo in piazzale Falcone e Borsellino, davanti al Palazzo di giustizia, ha costruito un castello di bugie che gli investigatori stanno smontando pezzo per pezzo.
L'ultimo tassello a cadere sotto i colpi delle indagini è quello del movente fornito dall'indagato per spiegare l'omicidio: un debito per l'acquisto di dosi di cocaina mai saldato dalla vittima. L'esame tossicologico ha dato esito negativo: Leonardo Lo Cascio non ha mai fatto uso di sostanze stupefacenti. Lo dicono gli esami del sangue e delle urine e lo conferma l'esame sui capelli, la cui attendibilità è totale. La storia raccontata dal marocchino non ha trovato un solo riscontro: ha detto di aver ucciso al culmine di una lite per motivi di droga ma Lo Cascio non ne faceva uso; ha detto di conoscere la vittima ma i tabulati telefonici lo hanno escluso; ha detto di non aver rubato il telefonino ma frammenti di quello di Lo Cascio sono stati trovati nei pressi della sua abitazione; ha detto di aver ucciso con un coccio di vetro dopo aver spaccato la bottiglia che aveva con sé ma non sono stati trovati vetri sul luogo del delitto. Una costruzione, una grande ricostruzione che non ha trovato un solo fondamento. Il portiere di notte, ucciso mentre a piedi si incamminava verso l'Art hotel museo dove lavorava da qualche mese, sarebbe stato dunque ucciso per una decina di euro, quelli rubati dal portafogli che teneva nello zaino. Insomma, una rapina finita male, niente altro: questo dicono le indagini fatte fino a ora. L'inchiesta del sostituto procuratore Egidio Celano conta, ad oggi, sulla confessione di Ammari arrestato nel giro di quarantotto ore all'aeroporto di Bologna, mentre stava per imbarcarsi su un volo diretto in Marocco. I carabinieri sono arrivati a lui grazie ai fotogrammi ricavati dalle telecamere di sicurezza installate nella zona e grazie agli indumenti sporchi di sangue abbandonati poco distante da piazzale Falcone e Borsellino. Accusato di omicidio volontario, potrebbe venir processato con il rito immediato che accorcia i tempi della giustizia perché consente di saltare l'udienza preliminare. In questi giorni Ammari ha chiesto e ottenuto di poter incontrare i familiari nel carcere della Dogaia dove è rinchiuso, mentre da qualche giorno è stato spostato in una cella singola per contrasti con i due detenuti, un italiano e un marocchino, con cui condivideva la detenzione.





 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  14.04.2017 h 12:45

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.