21.02.2016 h 15:15 commenti

Dalla tragica morte di un campione ai giorni nostri: ecco quando il datore di lavoro può farsi rimborsare l'infortunio del dipendente

La legislazione italiana prevede la possibilità per l'azienda di rivalersi su chi materilmente ha provocato il danno al lavoratore. Il caso esemplare della morte del calciatore Meroni
Dalla tragica morte di un campione ai giorni nostri: ecco quando il datore di lavoro può farsi rimborsare l'infortunio del dipendente
La rubrica “Giustizia a portata di click” è curata dall'avvocato Valeria Rinaldi. Negli articoli saranno trattati e spiegati alcuni casi specifici, cercando di fornire un'utile guida per districarsi tra norme e codici della giustizia italiana. Chi avesse un quesito da sottoporre all'avvocato Rinaldi può inviare una mail a giustiziaportatadiclick@gmail.com . Naturalmente sarà garantito l'anonimato.

Tutti sanno che quando un lavoratore subisce un infortunio ed è costretto ad assentarsi da lavoro, il datore di lavoro è tenuto a corrispondergli ugualmente una parte della retribuzione, a versare i relativi contributi previdenziali e le imposte, circostanza che inevitabilmente comporta costi aggiuntivi non previsti che si traducono in un danno per l'azienda.
Quello che tutti non sanno però, è che tali spese, o meglio, questo danno, può e deve essere risarcito da parte di colui che con il suo comportamento ha causato l'infortunio del lavoratore.
Il punto di partenza in materia è l'art. 2043 cc., ossia il principio del neminem laedere, il dovere di non offendere nessuno, secondo il quale chiunque cagioni ad altri un danno ingiusto è tenuto al risarcimento del danno .
Il leading case: il caso Meroni. Per quanti non fossero appassionati di calcio, bisogna ricordare che Meroni era un noto calciatore di serie A che giocava nel Torino il quale, proprio all'uscita dello stadio subito dopo una partita, veniva investito da un'automobile morendo sul colpo.
La società di calcio del Torino, che aveva speso una cifra consistente per assicurarsi la prestazione del calciatore e che, per colpa dell'imprudenza dell'automobilista, si trovava a non poter più usufruire del talento e della professionalità di Meroni, decideva di citare in giudizio i responsabili del sinistro per chiedere loro il risarcimento del danno derivato dal non aver potuto fruire della prestazione lavorativa e dell'abilità del giocatore, nonostante avesse corrisposto un importo consistente per ingaggiarlo "a vuoto".
Invero il "Grande Torino" aveva già provato qualche anno prima a chiedere ed ottenere un risarcimento dalla compagnia aerea del veivolo sul quale viaggiava l'intera squadra di calcio, rimasta coinvolta nel disastro aereo di Superga del 1949 facendo leva sugli stessi motivi, ma senza successo nonostante la morte di ben 18 giocatori e di alcuni dirigenti .
Solo con il caso Meroni, per la prima volta nel 1988, il Torino riesce ad ottenere una pronuncia favorevole, dando vita ad una giurisprudenza della Cassazione, copiosa ed unanime che ancora oggi garantisce il risarcimento della lesione del diritto alla prestazione lavorativa da parte del titolare .
La giurisprudenza attuale e la lesione del diritto di credito.
La giurisprudenza dal caso Meroni ad oggi si è molto evoluta riconoscendo il risarcimento anche in caso di infortunio del lavoratore e di inabilità temporanea all'attività lavorativa, ed anche nel caso in cui il lavoratore sia "sostituibile", in quanto il danno per il datore di lavoro consiste sempre nell'aver versato la retribuzione "a vuoto" e cioè senza ricevere la controprestazione lavorativa.
Cosa può fare dunque il datore di lavoro se ammettiamo, il caso più semplice e frequente, un lavoratore sia stato tamponato da un altro veicolo e debba restare a riposo/malattia per alcuni giorni?
Il titolare potrà rivolgersi a colui che ha tamponato il dipendente ovvero all'assicurazione del responsabile civile ed ottenere il ristoro della retribuzione corrisposta "a vuoto" al proprio lavoratore.
In sintesi dunque il datore di lavoro potrà chiedere ed ottenere dal responsabile, il risarcimento del danno che ha subìto a causa dell'assenza del dipendente da lavoro, danno che può essere liquidato sulla base dell'ammontare della retribuzione e dei contributi previdenziali, obbligatoriamente pagati per il periodo di assenza del dipendente infortunato. Ma il datore di lavoro potrà altresì ottenere anche il ristoro di quanto pagato a titolo di retribuzione a colui che ha sostituito l'infortunato, così come le spese per la formazione del personale in sostituzione.
Se ci sono dunque questi presupposti qualsiasi datore di lavoro, pubblico o privato che sia, imprenditore o azienda, potrà chiedere ed ottenere il ristoro della lesione del proprio diritto di credito e ciò tramite racc a/r di cui è bene conservare copia e ricevuta, da inviare al responsabile del danno che andrà individuato di volta in volta in base al caso specifico.
Valeria Rinaldi
 
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Data della notizia:  21.02.2016 h 15:15

 
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