14.04.2018 h 10:12 commenti

I dipendenti dell'ex impresa Grassi: "Da sette anni aspettiamo di riscuotere lo stipendio. Vogliamo chiarezza dal tribunale"

Il concordato è stato firmato nel 2011, ma nonostante i lavoratori siano creditori privilegiati non hanno ancora riscosso sette mensilità:"Ci hanno detto che non ci sono più soldi, ma secondo noi ci sono irregolarità gravi."
I dipendenti dell'ex impresa Grassi: "Da sette anni aspettiamo di riscuotere lo stipendio. Vogliamo chiarezza dal tribunale"
Per il concordato sono creditori privilegiati, ma di fatto devono ancora riscuotere sette mensilità (ottobre 2010/maggio 2011), un credito di 650 mila euro diviso fra i 40 lavoratori dell’ ex Gassi (leggi). Una situazione che si trascina da sette anni la cui conclusione sembra ancora molto lontana.
“A gennaio – spiega Claudio Capecchi a nome del comitato spontaneo degli ex dipendenti – i liquidatori giudiziali ci ha comunicato che non ci sono soldi per pagare i nostri stipendi e neppure i 250mila euro per la cassa edile, eppure le aste dei beni previste nel concordato sono andate a buon fine. Una situazione che non accettiamo più e quindi, dopo aver organizzato due manifestazioni di protesta e ed essere stato ricevuti dal sindaco, senza però ottenere nulla, chiederemo un incontro con il presidente del tribunale per avere chiarimenti sulla situazione: chi doveva controllare non ha fatto il suo lavoro”.
Secondo gli ex dipendenti nonostante il concordato del 2011 imponesse di non contrarre debiti, a settembre 2013 c’era un disavanzo. " Una cifra importante che sfiora i 3milioni e mezzo-  continua Capecchi – eppure  nelle ultime assemblee ci era stato detto che esistono due cassetti uno delle entrate e l’altro delle uscite che devono essere in equilibrio. Come è stato possibile, invece, arrivare a un saldo negativo? Dove sono stati spesi questi soldi?”. Altra anomalia, sempre secondo il comitato, è la vendita del terreno di Poggio a Caiano dal cui ricavato si potrebbe ripianare il debito con i lavoratori. “E’ bene ricordare che l’asta di un altro terreno a Baciocavallo è bloccata dal giudice: non è stata fatta la dovuta pubblicità e l’unica offerta proviene da un’azienda in concordato. Per quanto riguarda Poggio sappiamo che ci sono problemi anche in questo caso e comunque il terreno fa parte di un altro concordato non il nostro”.
Nonostante tutto gli ex lavoratori sono determinati ad andare avanti uniti. “Non possiamo farci prendere dalla stanchezza - spiegano – se venisse decretato il fallimento sarebbe la fine di tutto. Siamo tenaci e pazienti ma anche determinati a gesti forti pur di ottenere quello che ci spetta”.

alessandra agrati
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  14.04.2018 h 10:12

 
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