02.02.2014 h 16:57 commenti

Cronache di un'alluvione di sette secoli fa

Il mercante cronista pratese Sandro Marcovaldi descrive il nubifragio che si abbattè su Prato il 21 agosto 1390, provocando danni e vittime in tutta la città
Cronache di un'alluvione di sette secoli fa
In questi giorni difficili per le precipitazioni eccessive e che mettono in evidenza, soprattutto, l’egoismo e l’avidità degli uomini, si dice di tutto ma si trascura il fatto che la natura per ora non si fa condizionare.
Nei tempi passati è successo di tutto e da storico vi riferisco quanto scrisse Sandro Marcovaldi, mercante e cronista pratese, nelle sue memorie. Questo frammento che si riferisce ad un evento meteorologico di sette secoli orsono ma non in pieno inverno, bensì in piena estate:
«Tempesta fu a dì XXI d'agosto 1390, la quale io Sandro vidi e mai posò, che tant'acqua non si potrebbe dire nè narrare, e vento, e grandine cui non si vide mai simile, con tuoni, saette e grandissimi baleni. Durò ore dieci e tanta fu l'acqua caduta, che il Bisenzio ruppe il ponte all'Isola (ponte presso Coiano detto Ponzaglio, rovinato un'altra volta dopo la ricostruzione, a seguito di una piena che trascinava tanto legname e detriti (sempre in agosto ma nel 1547 ) e venne sopra al ponte alla Porta (al Mercatale), e divelse una grande quantità di noci, rese pericolanti molti campanili nella terra di Prato. Caddero diversi edifici fatiscenti, molti cammini e il campanile del monastero di santa Chiara insieme alla volta della chiesa. Una suora che stava suonando le campane per avvertire del pericolo, venne uccisa da un fulmine. Si ruppe a metà il campanile della chiesa di Petriccio e si spezzò la campana della chiesa de' Servi (l'attuale Spirito Santo in via Silvestri). E vidi venire in una culla per il fiume Bisenzio un fanciullino: non si era mai vista una cosa simile perché il bambino si salvò».
Sandro Marcovaldi, nato il 4 settembre 1379, si rivelò subito attento e curioso su tutto quanto lo circondava ed in particolare riferiva gli eventi della sua città, tanto che il Comune gli affidò diversi incarichi tra i quali quello molto delicato di trovare un maestro di grammatica per le scuole pratesi, che notoriamente erano, allora, un vanto della Terra per la loro avanzata tecnica didattica in quanto venivano reperiti insegnanti in tutta Italia, purché bravi.
Nel luglio del 1418 era estratto consigliere per il quartiere di San Marco e dall'ottobre del 1419 si trovava al servizio del cugino Michele di Giovannino come fattore a Ragusa, l’odierna Dubrovnik, alla direzione di un'attiva azienda mercantile. Scomparve il 31 maggio 1438.
Alessandro Assirelli
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  02.02.2014 h 16:57

 
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