14.06.2019 h 14:32 commenti

Cresce il fatturato del meccanotessile, ma mancano figure specializzate da inserire in azienda

Alla vigilia di Itma, che inizierà il 20 giugno, gli imprenditori tessili pratesi tracciano un bilancio degli ultimi due anni: vola l'export, bene il mercato interno. Aumenta la richiesta di macchinari da parte di imprese cinesi
Cresce il fatturato del meccanotessile, ma mancano figure specializzate da inserire in azienda
Venticinque aziende meccanotessili pratesi parteciperanno a Itma, la fiera internazionale di macchinari tessili che inizierà giovedì 20 giugno a Barcellona. Un appuntamento importante per presentare le novità, ma anche per fare il punto sui mercati. A sorpresa, nell’ultimo biennio, le aziende italiane hanno ricominciato a comprare facendo registrare un aumento delle vendite del 4%, una parte importante è stata giocata da clienti pratesi che hanno deciso di rinnovare il parco macchine. “Cresce la domanda da parte di aziende cinesi che lavorano a Prato – ha spiegato Andrea Piattelli vice presidente di Acimit – oltre alle stamperie che continuano a rappresentare la parte più importante dei clienti, arrivano segnali anche dal settore della rigenerazione, cresce in generale la richiesta di macchinari per prodotti di qualità”. Qualità che viene coniugata con il rispetto dell’ambiente e il risparmio energetico.
A Prato le aziende del meccanotessile sono 95 per un totale di 710 addetti di cui 410 impegnate nelle imprese che parteciperanno a Itma. A questi si aggiungono 70 aziende che danno lavoro ad altre 300 persone per un fatturato di 150 milioni di euro. “Itma – ha sottolineato Marco Becheri coordinatore del gruppo meccanotessili di Confindustria Toscana Nord – è una vetrina molto importante per le nostre aziende, abbiamo già molti appuntamenti in programma. I segnali che arrivano dal mercato sono positivi, anche se dobbiamo capire cosa succederà in Iran e si devono fare i conti con il crollo della Turchia”.
Intanto nelle aziende pratesi mancano figure fondamentali come addetti al tornio , al montaggio e alla progettazione, c’è carenza anche di operai specializzati. “Per cercare di risolvere questo problema nato con la crisi del 2009 – ha sottolineato Sara Dell’ Orco componente del comitato education di Confindustria Toscana Nord - abbiamo pensato di firmare un protocollo d’intesa con l’ Itis Marconi per cercare di coinvolgere gli studenti nel processo produttivo. Abbiamo visto i ragazzi interessati e da qui speriamo di portare avanti un percorso di crescita sia per noi che per loro”.
 
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Data della notizia:  14.06.2019 h 14:32

 
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