16.02.2017 h 16:00 commenti

Creaf sull'orlo del fallimento. Il Tar: "Deve restituire i finanziamenti alla Regione"

I giudici del tribunale amministrativo hanno rigettato la richiesta del Creaf di bloccare l'iter di revocabilità dei contributi erogati dalla Regione. La decisione mette a repentaglio la stabilità del concordato liquidatorio all'esame del tribunale di Prato
Creaf sull'orlo del fallimento. Il Tar: "Deve restituire i finanziamenti alla Regione"
La Regione può pretendere la restituzione del finanziamento concesso al Creaf, il Centro di ricerca e alta formazione di via Galcianese costato 22 milioni di soldi pubblici ma mai entrato in attività. Lo ha stabilito oggi, giovedì 16 febbraio, il Tar che ha respinto la richiesta della società di bloccare l'esecuzione della revocabilità di buona parte degli 11 milioni di contributo erogati negli anni dalla Regione. Per il Creaf, a questo punto, il fallimento sembra più vicino perché di fatto la Regione entra nell'elenco dei creditori privilegiati reclamando una somma – circa otto milioni – che è pari, se non superiore, a quanto la società conta di incassare dalla vendita del suo unico bene, l'immobile di via Galcianese. Uno spostamento così copiscuo del debito verso un unico creditore mette a repentaglio, almeno sulla carta, la stabilità della proposta di concordato liquidatorio sulla quale il tribunale civile si pronuncerà la prossima settimana e su cui pesa la richiesta di fallimento avanzata dalla procura che ha indagato per bancarotta societaria i tre amministratori che dal 2005 si sono succeduti alla guida del Creaf: Daniele Panerati, Luca Rinfreschi e Laura Calciolari. I giudici del Tar hanno dichiarato inammissibile la richiesta di sospendere l'iter della revocabilità perché i contributi sono stati destinati ad operazioni di fatto mai avviate quando addirittura non concluse: i primi due lotti non sono entrati in funzione e il terzo non è stato completato integralmente a causa della richiesta di concordato avanzata al tribunale di Prato. In altre parole, l'interesse pubblico non c'è più non essendo mai partita l'attività di carattere pubblico per la quale erano arrivate le tre tranche di finanziamento dalla Regione. Si tratta ora di capire se il Creaf ricorrerà al Consiglio di Stato provando di nuovo ad affermare le proprie ragioni o se si fermerà al pronunciamento dei giudici amministrativi. Qualunque sarà la decisione, la fine del Creaf è segnata: concordato liquidatorio o fallimento, due procedure differenti che portano alla stessa conclusione, al tramonto di quel progetto che nelle intenzioni dei soci - Provincia e tutti i Comuni dell'area pratese - doveva evitare l'affossamento del tessile tradizionale attraverso innovazione e tecnologia.  
nt
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  16.02.2017 h 16:00

 
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