07.11.2019 h 17:16 commenti

Creaf, sì al concordato. Bagno di sangue per la Provincia: incassa 6mila euro a fronte di 7 milioni di crediti

Il Comune di Prato invece è riuscito a recuperare oltre la metà del proprio credito Imu pari a circa 800mila euro
Creaf, sì al concordato. Bagno di sangue per la Provincia: incassa 6mila euro a fronte di 7 milioni di crediti
La Provincia di Prato riscuoterà 6.555 euro a fronte di un credito verso il Creaf di oltre 7 milioni di euro. La sproporzione è abissale ed è l'ennesimo paradosso prodotto dal fallimento del Centro di ricerche e alta formazione di via Galcianese, costato ventidue milioni di finanziamenti pubblici ma mai decollato. 
Grazie al voto favorevole di tutti i creditori della società pubblica, il Tribunale di Prato ha omologato il concordato proposto da Sviluppo Toscana la società in house della Regione per conto della quale ha recentemente acquisito l'immobile di via Galcianese (5,7 milioni), i crediti Iva e la liquidità per circa 6,4 milioni di cui 4,8 di propri crediti privilegiati e quasi un milione e 600mila euro di contanti. Con quest'ultima somma, il curatore fallimentare è riuscito a pagare i debiti che la società aveva nei confronti di un dipendente, di fornitori e professionisti e dell'Erario. 
La Provincia si è insinuata nel passivo per  7.082.723 euro di cui 5,9 a titolo di anticipazione finanzaria concessa nel 2009 e nel 2010 e quasi 1,2 milioni di euro per interessi e penali maturati tra il 2011 e il 2017. Il curatore ha ammesso tale credito come chirografo per quasi 6 milioni di euro. Lo scorso settembre l'ente provinciale ha ricevuto il piano di riparto finale delle somme attribuite ai vari creditori. Gli spettano 6.555 euro. Prendere o lasciare. La Provincia ha deciso di prendere anche perchè senza l'intervento della Regione, non avrebbe recuperato neanche questi spiccioli. Tra l'altro nel frattempo, il credito inesigibile è stato assorbito da un fondo svalutazione crediti per cui questa piccolissima somma in entrata rappresenta una variazione positiva. Anche se ha il sapore della presa in giro, tecnicamente è questo.
Il Comune di Prato invece, vanta un credito "indiretto", costituito dall'arrestrato Imu. Ha recuperato tramite Sori oltre la metà degli 800mila euro a cui aveva diritto. Perso invece il capitale investito e i contributi versati come socio così come successo per gli altri Comuni.
Messo un punto sui debiti e fatto ordine nelle carte, è ora il momento di pensare al futuro e soprattutto a come riempire la grande scatola vuota di via Galcianese. Come è noto, nell'edificio B, sarà sistemato l'archivio comunale che ora è in via Pomeria con un canone di affitto più oneroso. L'immobile ha bisogno di essere adattato a questa nuova funzione per cui il trasloco non avverrà prima del 2021 inoltrato. Per il resto non ci sono certezze. Recentemente il presidente della Provincia Francesco Puggelli ha lanciato l'idea di una scuola superiore con annessi laboratori di ricerca, visti la carenza di spazi scolastici a fronte di un aumento degli studenti.
Certo è che in questo grande immobile ex industriale dovrà esserci anche ricerca e sperimentazione pura o la Regione rischia di dover restituire i fondi europei investiti all'epoca quando c'era l'intenzione di rendere questo luogo un centro di eccellenza nazionale applicato al tessile. 
Resta il capitolo penale nel quale il fallimento del Creaf è sfociato: il processo si è aperto lo scorso giugno. In nove dovranno rispondere di bancarotta semplice: tra loro il sindaco Matteo Biffoni in qualità di presidente della Provincia, il suo predecessore Lamberto Gestri e gli amministratori che hanno guidato la società, Laura Calciolari e Luca Rinfreschi.
Eleonora Barbieri
 
 

Data della notizia:  07.11.2019 h 17:16

 
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