17.11.2016 h 20:06 commenti

Creaf, la Regione chiede la restituzione di 11 milioni di euro

Nuova tegola per il Centro di ricerca e alta formazione. La Regione ha chiesto la revoca di tre tranche di finanziamenti per un ammontare di 11 milioni perché il progetto non è mai partito. Un'azione che potrebbe indebolire la richiesta di concordato presentata dalla società su cui già pende la richiesta di fallimento della procura. Novità anche sull'immobile: valore sceso sotto i 10 milioni
Creaf, la Regione chiede la restituzione di 11 milioni di euro
Nuovi ostacoli sul percorso del concordato intrapreso dal Creaf, il Centro di ricerca e alta formazione che dal 2005 è costato 22 milioni di finanziamenti pubblici senza aver mai avviato l'attività. Due gli ostacoli: la Regione che ha intentato la revoca di tre tranche di finanziamenti per un totale di circa 11 milioni, e la stima fatta fare dalla società che darebbe all'immobile un valore inferiore a 10 milioni, la metà di quanto riportato nell'ultimo bilancio approvato in estate. Sono i due elementi che hanno tenuto banco nella nuova udienza davanti al tribunale di Prato che dovrà decidere se dare o meno il via libera al concordato che consentirebbe al Creaf di pareggiare i conti con i creditori e cominciare una seconda vita. Entro la fine dell'anno la società dovrà presentare il piano di risanamento attualmente allo studio, ma potrebbe essere inutile se il giudice riterrà il concordato non fattibile proprio alla luce dell'azione della Regione Toscana che in sostanza avrebbe chiesto la restituzione dei 10-11 milioni sborsati per un progetto di fatto mai realizzato. La questione si gioca su un tavolo di tecnicismi non solo complessi ma anche interpretativi perché si tratta di capire se è corretto ritenere revocabili tutti i finanziamenti, compreso uno dei tre richiamati dalla Regione – poco meno di tre milioni – speso all'epoca dell'acquisto dell'immobile di via Galcianese. Immobile fatiscente o quasi pagato otto milioni e mezzo nel 2005 e oggi praticamente messo a nuovo e quotato 8 milioni secondo la stima della società e qualcosa meno secondo la stima della procura. I crediti vantati dalla Regione, seppur si dovesse ritenere non revocabile quello da tre milioni, potrebbero da soli essere sufficienti a indebolire l'obiettivo del concordato e aprire la via del fallimento così come chiesto dalla procura che sul Creaf ha avviato un'inchiesta che al momento vede indagato per falso in bilancio l'amministratore unico Laura Calciolari. Altra incertezza è data dai crediti Iva. Prossima udienza a inizio dicembre.  
nt
 
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Data della notizia:  17.11.2016 h 20:06

 
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