15.11.2016 h 18:25 commenti

Creaf, la procura chiede il fallimento: “Sovrastimato il prezzo dell'immobile”

Il sostituto Boscagli ha chiesto il fallimento del Centro di ricerca e alta formazione ma la società pare intenzionata a proseguire sulla strada del concordato. Nel mirino il valore dell'edificio di via Galcianese: 20 milioni secondo l'ultimo bilancio del Creaf, meno della metà secondo la stima della procura
Creaf, la procura chiede il fallimento: “Sovrastimato il prezzo dell'immobile”
La procura ha chiesto il fallimento del Creaf, il Centro di ricerca e alta formazione costato 22 milioni di soldi pubblici e mai entrato in attività. Una richiesta formalizzata nei giorni scorsi dal sostituto procuratore Lorenzo Boscagli, titolare dell'inchiesta che conta al momento un indagato per falso in bilancio, l'amministratore unico Laura Calciolari.
Potrebbe essere a un passo dal precipizio il destino della società controllata per l'81 per cento dalla Provincia e per la restante parte dai Comuni dell'area con una prevalenza di Prato e di Montemurlo. Deciderà il giudice alla scadenza, ormai prossima, dei 120 giorni entro i quali il Creaf deve presentare il piano di risanamento dopo il via libera al concordato preventivo. Risanamento che significa mettere i conti in pari con i creditori e ripartire. Per riuscirci la società ha una sola dote: l'immobile di via Galcianese. Valore 20 milioni secondo l'ultimo bilancio del Creaf, meno, molto meno, addirittura sotto la metà, secondo la stima del consulente della procura che già aveva ipotizzato e ora evidentemente consolidato la valutazione di incongruità.
Immobile acquistato nel 2005 per otto milioni e mezzo da un privato che un anno prima lo aveva pagato all'asta circa cinque. Immobile nel tempo sottoposto a vari interventi di ristrutturazione e sistemazione per dare gambe al progetto di realizzare una cittadella del tessile innovativo e tecnologico, progetto mai diventato realtà. Una forbice troppo ampia separa la stima della procura dalla valutazione del Creaf, ed è per questo che il giudice ha chiesto alla società che nell'udienza di domani, mercoledì 15 novembre, produca documenti utili a determinare il valore assegnato.
La richiesta di fallimento avanzata dalla procura è certamente una spina nel fianco per il Creaf che però non sembra per nulla intenzionato a fare passi indietro rispetto alla richiesta di concordato. Un percorso complicato con il tribunale che avrebbe chiesto una serie di incartamenti per cominciare a delineare un possibile quadro di risanamento dei conti. I creditori sono gli stessi enti pubblici che dal 2005 hanno promosso, sostenuto, finanziato il Creaf mettendo o facendo arrivare quella valanga di milioni sul cui utilizzo la procura ha acceso i riflettori con un'inchiesta nata sull'ipotesi di reato della malversazione a cui si è aggiunto il falso in bilancio e che potrebbe riservare altri sviluppi.
nt

 
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Data della notizia:  15.11.2016 h 18:25

 
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