14.04.2016 h 16:02 commenti

Creaf, il procuratore: "Una cattedrale nel deserto nella civilissima Toscana. Faremo chiarezza"

Continua a passo spedito l'indagine della procura sul Centro di ricerca e alta formazione mai aperto nell'immobile di via Galcianese costato fino a oggi 22 milioni di soldi pubblici. L'ipotesi di reato è malversazione. Nicolosi: "Vogliamo capire cosa è successo e perché"
Creaf, il procuratore: "Una cattedrale nel deserto nella civilissima Toscana. Faremo chiarezza"
“Non sappiamo dove ci porterà l'inchiesta, ma sappiamo che c'è una cattedrale nel deserto e vogliamo sapere perché nella civilissima Toscana e nella prosperosa Prato è successo questo”. Il procuratore Giuseppe Nicolosi, a tre giorni dall'avvio dell'indagine sul Creaf (LEGGI), il Centro di ricerca e alta formazione mai aperto nell'immobile di via Galcianese che fino a oggi è costato 22 milioni di soldi pubblici (LEGGI), marca il passo deciso e spedito dei suoi uffici che vogliono ricostruire la filiera della spesa e capire per quale motivo il progetto non è mai stato realizzato. L'ipotesi di reato è malversazione, ovvero il mancato impiego, da parte di un soggetto privato, di fondi pubblici ricevuti per realizzare un'attività di interesse generale. I documenti contabili relativi alla gestione e all'impiego dei finanziamenti pubblici passeranno al vaglio di un consulente nominato dalla procura. Un supporto, in pratica, all'enorme lavoro che la guardia di finanza ha già cominciato per rimettere insieme i tasselli di una vicenda complessa e annosa a cui contribuiti potranno arrivare – dice Nicolosi - “anche attraverso lo sportello di polizia giudiziaria dedicato a pubblica amministrazione e corruzione diretto dal sostituto procuratore Canovai e che rappresenta l'impegno formale della procura sulla trasparenza di tutti i meccanismi, gli organi e gli strumenti pubblici”. La società Creaf viene costituita nel 2005, socio di maggioranza con l'81 per cento è la Provincia, il resto del pacchetto è diviso tra tutti e sette i Comuni dell'area con una prevalenza di Prato e di Montemurlo. L'immobile, tra acquisto e ristrutturazione, assorbe poco più di 17 milioni, come dettagliato da una delibera del 2005 del Consiglio provinciale. Da lì in poi la spesa continua a lievitare fino ad arrivare a 22 milioni, il 30 per cento in più di quanto previsto, e lievitano anche idee, proposte e progetti di sistemazione e occupazione degli spazi ancora oggi vuoti. “Faremo la somma di tutte le spese – dice il procuratore – e vedremo quale sarà il risultato”. 
nt



 
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Data della notizia:  14.04.2016 h 16:02

 
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