29.10.2018 h 17:20 commenti

Creaf, i conti della Regione: quasi due milioni per farlo partire, incassi previsti intorno ai 300mila euro l'anno

Lo ipotizza lo studio di fattibilità di Sviluppo Toscana, società in house della Regione che ha dato il via libera all'operazione. La proposta di concordato fallimentare prevede per la Regione un esborso di 1,6 milioni di euro che si aggiunge al credito di 4,7
Creaf, i conti della Regione: quasi due milioni per farlo partire, incassi previsti intorno ai 300mila euro l'anno
Dall'affitto del 95% dei lotti che dovrebbe essere raggiunto nel 2021, l'ex Creaf conta di incassare 377mila euro all'anno a fronte di oltre 2 milioni di euro di spese di avviamento e di adeguamento della struttura per il quinquennio 2018-2022. Questo almeno è ciò che prevede lo studio di fattibilità di Sviluppo Toscana spa, società in house della Regione, sulla base del quale la Giunta regionale ha dato il via libera alla proposta di concordato fallimentare per l'acquisto dell'immobile di via Galcianese e della società pubblica Creaf dichiarata fallita il 22 febbraio 2017 dopo aver bruciato oltre 22milioni di euro di soldi pubblici senza mai riuscire a far partire l'attività di ricerca e di sviluppo. 
Oltre ai 2milioni e 50mila euro per la manutenzione straordinaria, la Regione spenderà 1,6 milioni di euro per l'acquisto della sede, dei crediti Iva e della liquidità (poca) presente nei conti correnti della società fallita, per un totale di 6,4milioni di euro. In particolare il prezzo dell'immobile è di 5,7 milioni di euro di cui 4,8 milioni coperti da metà del credito vantato dalla Regione nei confronti del Creaf per i 11,3 milioni di euro di contributi erogati in quasi un decennio, di cui 6,6 di fonte europea. (in sostanza la Regione rinuncia all'altra metà che in buona parte è costituita proprio dai fondi europei). 
Sul fronte dei ricavi si ipotizza di incassare affitti per 219mila euro nel 2019, che diventeranno 274mila nel 2020 e 377mila euro nel 2021 e nel 2022 prevedendo un'occupazione degli spazi rispettivamente del 40%, del 60% e poi del 95%. Nei primi due anni la differenza sarà compensata dalla Regione.
La nuova società, gestita da Sviluppo Toscana per conto della Regione, quindi, farebbe in tre anni ciò che la precedente non è riuscita a fare in 12 nonostante ben 22 milioni di euro di soldi pubblici tra anticipi della Provincia, contributi della Regione e fondi europei.
Le ottimistiche previsioni di Sviluppo Toscana sulle percentuali di copertura, sono fatte dando per scontato che i prezzi al mq super calmierati (per certi lotti si va da un minimo di 2,8 euro a un massimo di 3,8 euro) attireranno quelle imprese e quei centri di ricerca che fino a oggi si sono guardati ben dal pensare di mettere radici nel Creaf.
L'unica certezza al momento è l'utilizzo da parte del Comune dell'edificio B per l'archivio comunale a un prezzo di 45 euro al mq contro gli attuali 52 spesi per il vecchio immobile di via Pomeria. A breve sarà siglato l'accordo che formalizzerà questo impegno. Per il resto sono solo sensazioni o quasi. L'assessore regionale Stefano Ciuoffo, deus ex machina dell'intera operazione, è ottimista e anzi assicura che in poco tempo lo spazio a disposizione non sarà neanche sufficiente: "Saremo molto selettivi, - afferma l'amministratore pratese - gli interessati sono già molti ma seceglieremo solo chi fa veramente ricerca e innovazione". Si parla già di Tecnotessile, del Pin, del Cnr e anche di Confindustria che aveva osteggiato il Creaf già dalle sue origini. Un ribaltamento del contesto dettato dai costi bassi a cui potrebbero aggiungersi anche agevolazioni fiscali sul fronte Imu/Tari previste dall'accordo che la Regione sottoscriverà a breve con il Comune e la Provicnia di Prato. "La fase di avvio sarà caratterizzata dalla cautela come è giusto che sia - prosegue Ciuoffo - ma ci sono ragionevoli spazi per essere positivi". 
Dal raffronto costi/ricavi è chiaro che l'investimento della Regione non sarà recuperato molto velocemente, ammesso che le ipotesi si traducano in realtà. "Non è questa la finalità. - ribadisce Ciuoffo - Il nostro obiettivo è dare delle funzioni a quel centro, tutelare l'investimento e le funzioni pubbliche. A chi pensa che stiamo disperdendo altri soldi pubblici rispondo che il danno pubblico ci sarebbe se non si intervenisse. Con solo 1,6 milioni di euro acquisiamo un immobile di 10mila metri quadrati. Sul mercato, con una destinazione pubblica come quella del Creaf, non otterremmo mai una cifra del genere. Il nostro obiettivo però, non è fare un'operazione immobiliare. Sono sicuro che accenderemo la luce su questa realtà. Non ci sono più ne le criticità ne i meccanismi micidiali del passato quando a digiuno di reddito, le passività sulle anticipazioni ingessavano e appesantivano ogni slancio". 
Ora manca solo un elemento per dare il via alla rinascita del Creaf, il sì della curatela e del giudice fallimentare. E non ci dovrebbero essere motivi per dire "no" perchè come spiegato negli atti della Regione, la misura di soddisfacimento per la liquidazione fallimentare sarebbe di poco più di 5,9 milioni di euro mentre per il concordato ammonta a 6,4 milioni, quasi 440mila euro in più. 
Nota di colore. Nello studio di fattibilità di Sviluppo Toscana si propone anche di dare un nuovo nome al redivivo Creaf: Sap, acronimo di Spazio attivo Prato. In fatto di fantasia ci sono ampi margini di miglioramento. 
E.B.
 
 

Data della notizia:  29.10.2018 h 17:20

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus

Digitare almeno 3 caratteri.