28.02.2017 h 10:07 commenti

Creaf, fine della corsa: il tribunale dichiara il fallimento

Il Centro di ricerca e alta formazione di via Galcianese sepolto dai debiti. Il prossimo 11 maggio la prima udienza davanti al giudice Raffaella Brogi. Il curatore fallimentare è Leonardo Castoldi
Creaf, fine della corsa: il tribunale dichiara il fallimento
Si chiama fallimento l'ultima stazione del Creaf, il Centro di ricerca e alta formazione di via Galcianese che, nonostante 22 milioni di finanziamenti pubblici spesi in undici anni, non ha mai aperto i battenti. Il finecorsa è arrivato nella tarda serata di ieri, lunedì 27 febbraio, quando il tribunale di Prato, a cinque giorni dall'ultima udienza, ha dichiarato l'inammissibilità del concordato e emesso l'istanza di fallimento. A nulla, dunque, è servita l'insistenza della società di chiudere la sua avventura con il concordato liquidatorio: il giudice, evidentemente, non ha ritenuto fattibile il piano che si è scontrato, da ultimo, con l'ordinanza del Tar che ha dichiarato legittima la richiesta della Regione Toscana di rientrare in possesso dei finanziamenti erogati negli anni in quanto il progetto del Centro di ricerca e alta formazione non è mai stato realizzato. L'unico bene di cui la società dispone è l'immobile di via Galcianese il cui valore è inferiore agli undici milioni reclamati dalla Regione. Costituito per oltre l'80 per cento dalla Provincia e per la restante parte dai Comuni dell'area pratese con una prevalenza di Prato, il Creaf è stato giudicato soggetto fallibile: il giudice Raffaella Brogi ha riconosciuto la stessa autonomia di un soggetto privato facendo in questo modo del Centro di ricerca e alta formazione uno dei tre-quattro enti pubblici in tutta Italia dichiarati falliti. L'11 maggio si terrà l'adunanza dei creditori (della platea fanno parte soci, fornitori, imprese collegate, dipendenti, collaboratori e il Comune di Prato relativamente all'Imu) che dovrà avviare l'iter per insinuarsi nello stato passivo che non è stato ancora esaminato in tutte le sue parti. Curatore fallimentare è Leonardo Castoldi. L'iscrizione del Creaf nel registro dei fallimenti non sposta il destino dell'inchiesta aperta nei mesi scorsi dalla procura di Prato che ha indagato i tre vertici che si sono succeduti negli anni – Daniele Panerati, Luca Rinfreschi e Laura Calciolari nell'ordine – a cui è contestata l'accusa di bancarotta societaria. Il sostituto procuratore Lorenzo Boscagli è intenzionato a ricostruire, euro per euro, la rotta seguita dai 22 milioni di soldi pubblici ricevuti dal Creaf nei suoi anni di vita. Un'altra inchiesta è stata aperta dalla procura della Corte dei Conti. 
nadia tarantino
 
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Data della notizia:  28.02.2017 h 10:07

 
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