30.04.2019 h 16:52 commenti

Creaf, Donzelli attacca: "Simbolo del fallimento del Pd". Potrebbe finire alla Corte dei Conti anche l'ultima operazione

Oggi sopralluogo nell'immobile di via Galcianese da parte del deputato. Il capogruppo di FdI in Consiglio regionale Marcheschi annuncia un esposto sull'acquisto dell'immobile
Creaf, Donzelli attacca: "Simbolo del fallimento del Pd". Potrebbe finire alla Corte dei Conti anche l'ultima operazione
"Il Creaf è il chiaro esempio del fallimento, in tutti i sensi, del Pd in questa terra". Sono le parole dell'onorevole di FdI Giovanni Donzelli al termine del sopralluogo compiuto stamani, 30 aprile, nel grande immobile di via Galcianese appena acquistato dalla Regione (LEGGI) attraverso la propria partecipata Sviluppo Toscana per salvare e rilanciare l'idea di creare un incubatore d'impresa sul fronte della ricerca e innovazione in campo tessile che il Creaf non è riuscito a far partire nonostante 22 milioni di euro di soldi pubblici andati in fumo, di cui oltre 11 provenivano dalle casse regionali che per quasi 7 milioni hanno attinto da fondi europei. La società pubblica partecipata dalla Provincia e da tutti i Comuni del pratese, è fallita nel 2017 e il processo per bancarotta che vede tra gli imputati vari amministratori che si sono alternati alla guida della società e della Provincia tra cui Matteo Biffoni, si aprirà a giugno. 
La Regione ha pensato di recuperare il proprio credito di 4,3 milioni aggiungendone 1,5 milioni per l'acquisto della sede del  Creaf e altri due milioni per far partire l'attività dopo ben 15 anni di attesa. Per Fratelli d'Italia è un ulteriore sperpero di denaro pubblico che porta a 30 milioni il costo totale di un immobile vuoto: "30 milioni totali di soldi pubblici buttati, per decine di migliaia di metri quadri desolatamente vuoti che non valgono neanche i 5,7 milioni pagati nel recente acquisto di Sviluppo Toscana. Dal fallimento del Creaf la Regione Toscana deve avere 10 milioni di euro ed i geni del Pd sono pronti a spenderne fino ad altri 8, fra acquisto e adeguamento locali, per recuperane 5". 
Presente al sopralluogo anche il capogruppo in Consiglio regionale Paolo Marcheschi che annuncia un esposto alla Corte dei Conti su quest'ultima operazione da parte della Regione: “Il siparietto tra Regione Toscana, Comune e Provincia di Prato è costato ai cittadini una valanga di euro senza che i pratesi abbiano mai visto il centro di ricerca promesso in questi anni da tutti gli amministratori di centro sinistra. In qualità di consigliere regionale, mi impegnerò affinché la Regione faccia chiarezza perché i soldi pubblici non possono essere investiti con questa disinvoltura in operazioni immobiliari dubbie e poco opportune, visti gli esiti. L’intervento della Giunta regionale con l’acquisto dell’immobile da parte di Sviluppo Toscana, ha il sapore di una manovra elettorale di ‘salvataggio’ per il sindaco Biffoni - conclude Marcheschi - che dovrà certamente rendere conto del suo fallimento ai pratesi”.
Di operazione "Salva Biffoni", parla Chiara La Porta capolista di Fratelli d'Italia nella corsa di Daniele Spada alla conquista del Comune di Prato: "Biffoni e gli amministratori coinvolti, dopo questo scandalo, dovrebbero chiedere scusa, ripagare di tasca propria gli sprechi effettuati e sparire dalla politica. Invece - attacca La Porta - si ripresentano a tutte le elezioni come se niente fosse: ci penseremo noi a mandarli a casa con il voto dei cittadini che sono esausti della loro incapacità".

 
 

Data della notizia:  30.04.2019 h 16:52

 
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