21.06.2017 h 11:20 commenti

Creaf, coro di no dalle opposizioni all'idea del sindaco Biffoni di far ripartire il progetto

Interrogazione di Forza Italia in Consiglio regionale per sapere che intenzioni ha la Regione e se condivide l'idea del sindaco Biffoni di riattivare il progetto Creaf nonostante il fallimento milionario. Critiche del consigliere indipendente Garnier: "Si rasenta il paradosso: il sindaco si dispiace per i soldi pubblici spesi ma poi dice che vorrebbe far ripartire il progetto. Con quali soldi, ancora con quelli dei cittadini pratesi"?
Creaf, coro di no dalle opposizioni all'idea del sindaco Biffoni di far ripartire il progetto
Detto e fatto. In Consiglio regionale approda la questione Creaf, il Centro di ricerca e formazione di Prato mai entrato in attività nonostante una spesa di 22 milioni di finanziamenti pubblici, dichiarato fallito dal tribunale di Prato che nei giorni scorsi ha ammesso alla procedura diversi creditori per un totale di 17 milioni e mezzo (leggi). Il capogruppo di Forza Italia, Stefano Mugnai, ha presentato oggi, mercoledì 21 giugno, una interrogazione. “Il sindaco di Prato, con dichiarazioni alla stampa – si legge nel documento – sembra, incredibilmente, voler riattivare il progetto Creaf procedendo ad un riacquisto dell'immobile all'interno di una procedura di concordato fallimentare che conduca ad una veloce chiusura della procedura di fallimento”. Mugnai chiede: “La Giunta regionale condivide l'opinione espressa dal sindaco? E se sì, è disponibile a rinunciare ai crediti vantati verso il Creaf? E' disponibile a versare ulteriori contributi milionari per sostenere finanziariamente il progetto”?
Mugnai, in accordo con il coordinatore provinciale di Forza Italia Erica Mazzetti e con i consiglieri comunali Rita Pieri e Giorgio Silli, ha presentato l'interrogazione per sapere se la Regione, che vanta un credito di oltre 10 milioni, “abbia calcolato il rapporto tra costi e benefici di tale eventuale iniziativa anche tendendo conto della possibile ripetizione dei contribuiti eruopei a seguito della mancata realizzazione degli investimenti programmati”, se “abbia attentamente valutato le modalità della riattivazione del progetto calcolando esattamente quanti contribuiti sarebbero necessari anon solo per la procedura di concordato ma anche per la realizzazione di tutti gli interventi necessari per finalizzare la ristrutturazione dell'immobile”, e se “disponga di un business plan che preveda una conduzione dell'immobile economicamente e finanziariamente adeguata alla copertura dell'ulteriore investimento e dei costi di gestione”.
Sul Creaf si registra anche l'intervento del consigliere comunale indipendente Marilena Garnier: “Il sindaco Biffoni dichiara che per il Creaf non è ancora detta l'ultima parola e che non bisognerebbe sprecare l'opportunità per un suo utilizzo. Ipotizzare di impostare un nuovo progetto per il Creaf significa che devono essere considerati molti fattori, rendendo effettivamente partecipi anche università, industria ed investitori interessati alla ricerca. Ci sono veramente questi presupposti in campo? In realtà credo siano le solite chiacchiere con cui il sindaco cerca di mascherare gli insuccessi del proprio partito che in questa faccenda ha un ruolo di rilevanza. Biffoni è abituato così: parla ma non dice, propone ma non concretizza. Dice che si sprecherebbe un opportunità per il territorio e che i soldi spesi (che loro hanno speso!) non sarebbero recuperabili comunque. Dice anche che bisognerebbe trovare altri 4 milioni e mezzo (ancora milioni di euro dei cittadini!) per poter riscattare l'immobile dal fallimento. Un immobile che non potrà beneficiare nel breve periodo di un cambio di destinazione d'uso e che quindi risulta strettamente vincolato al suo utilizzo come centro di ricerca e formazione.
Se questa è l'intenzione dell'Amministrazione si rasenta il paradosso, continuando ad investire risorse economiche dei cittadini pratesi in un progetto che si è dimostrato totalmente fallimentare”.






 
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Data della notizia:  21.06.2017 h 11:20

 
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