02.12.2016 h 18:23 commenti

Creaf, conto alla rovescia per il fallimento. Il giorno decisivo sarà il 29 dicembre

Stanno per finire i 120 giorni dati dal tribunale per presentare il piano di risanamento. Il giudice deciderà poi se ammettere la società al concordato. La procura ha già chiesto il fallimento, mentre la Regione insiste a chiedere la restituzione di 11 milioni, richiesta che mette a rischio il futuro della società
Creaf, conto alla rovescia per il fallimento. Il giorno decisivo sarà il 29 dicembre
Il piano di risanamento del Creaf dovrà arrivare al tribunale entro il 29 dicembre. Per quella data la società dovrà aver pronte le carte per dimostrare in che modo e soprattutto in che misura intende pareggiare i conti con i creditori per poi avviare una nuova fase – si spera operativa – dopo undici anni di progetti mai realizzati e 22 milioni di finanziamenti pubblici spesi per acquistare e ristrutturare l'immobile di via Galcianese che doveva diventare la cittadella dell'innovazione e della tecnologia ma è rimasto uno scatolone vuoto, "una cattedrale nel deserto" per usare le parole della procura che ha aperto un'inchiesta. I 120 giorni concessi dal giudice per confezionare una proposta stanno dunque per esaurirsi ma il traguardo del concordato è tutt'altro che a portata di mano. L'ostacolo da superare, tra i tanti sulla strada del Centro di ricerca e alta formazione, è rappresentato dalla Regione che anche nell'udienza di oggi, venerdì 2 dicembre, è tornata a chiedere la revocabilità del finanziamento di 11 milioni giustificando la restituzione col fatto che il progetto non è mai stato realizzato. Lo scontro tra Regione e Creaf si basa sulle interpretazioni delle norme che regolano il complicato capitolo dei finanziamenti pubblici. Deciderà il tribunale sulla restituzione totale o parziale (per quest'ultima ipotesi si scende a due milioni). Nel caso di rifusione del cento per cento, per la società si aprirebbe la strada del fallimento, peraltro già chiesto dalla procura. I conti sono presto fatti: il Creaf può mettere sul piatto solo l'immobile di via Galcianese valutato 8 milioni e mezzo dalla società e ancora meno dalla procura, una cifra che da sola non basta a soddisfare la richiesta della Regione soprattutto se all'ente verrà riconosciuto lo status di creditore privilegiato. Intanto si lavora al piano di risanamento: una volta depositato, il giudice valuterà l'ammissibilità e la fattibilità, poi l'ultimo ostacolo: la decisione che prenderà la platea dei creditori.
nt
 
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Data della notizia:  02.12.2016 h 18:23

 
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