08.02.2018 h 18:05 commenti

Crac Popolare di Vicenza, vittoria parziale per i soci pratesi: si va verso il sequestro della Galleria degli Alberti

Il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Vicenza ha rigettato la richiesta di citare come responsabile civile Banca Intesa e dunque Palazzo Alberti è al riparo da qualsiasi provvedimento. Non è così per le opere d'arte che sono ancora proprietà della BpVi: gli avvocati Meucci e Querci sono pronti ad avviare la procedura per il sequestro conservativo
Crac Popolare di Vicenza, vittoria parziale per i soci pratesi: si va verso il sequestro della Galleria degli Alberti
No a Banca Intesa, sì a Banca Popolare di Vicenza in liquidazione coatta amministrativa come responsabile civile nel processo per il tracollo della BpVi. Così ha deciso oggi, giovedì 8 febbraio, il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Vicenza. Decisione che è l'esatto contrario di quella pronunciatalo scorso 26 gennaio dal gup del tribunale di Roma nel procedimento omologo di Veneto Banca. Gli avvocati Francesca Meucci e Francesco Querci, che difendono gli interessi di una settantina di azionisti pratesi, dovranno rinunciare per metà al proposito di blindare i simboli del sistema finanziario cittadino: nella prossima udienza chiederanno il sequestro conservativo delle opere della Galleria degli Alberti, ma altrettanto non potranno fare con Palazzo Alberti. Mentre quest'ultimo è stato ceduto a Banca Intesa che, stando a quanto stabilito oggi dal tribunale vicentino non potrà essere chiamata a pagare il risarcimento del danno nel caso venisse accertata la responsabilità degli imputati (gli ex vertici di BpVi), la Galleria è proprietà della Popolare di Vicenza divenuta, dopo il crac, Popolare di Vicenza in liquidazione coatta amministrativa. Il sequestro conservativo che i due avvocati promuoveranno rappresenta, fuori dalle aule giudiziarie, l'emblema delle tante vicissitudini attraversate da Prato negli ultimi decenni dopo il crollo della Cassa di Risparmio di Prato: nessun altro istituto di credito, nonostante gli intenti dichiarati una volta insediato a Palazzo Alberti, è infatti riuscito a diventare davvero la banca del territorio.
La battaglia degli azionisti BpVi è solo all'inizio, la strada è ancora lunga e gli avvocati intanto provano a blindare le opere d'arte nella speranza di un risarcimento delle azioni pagate 62 euro e 50 centesimi e, nel giro di pochi mesi, divenute carta straccia.  
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  08.02.2018 h 18:05

 
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