20.10.2016 h 17:13 commenti

Crac Creaf, c'è la prima indagata: l'accusa è falso in bilancio

L'inchiesta sul Centro di ricerca e alta formazione alla prima svolta con l'avviso di garanzia inviato all'ultimo amministratore unico. Nel mirino della procura il valore assegnato in bilancio all'immobile di via Galcianese: 20 milioni. Stamani ispezione della guardia di finanza
Crac Creaf, c'è la prima indagata: l'accusa è falso in bilancio
L'inchiesta sul Creaf, il Centro di ricerca e alta formazione costato 22 milioni di soldi pubblici ma mai entrato in attività, è alla prima, importante svolta. Un avviso di garanzia è stato notificato oggi, giovedì 20 ottobre, all'amministratore unico della società Laura Calciolari, ultimo in ordine di tempo. Nell'informazione consegnata dalla guardia di finanza, il sostituto procuratore Lorenzo Boscagli ipotizza provvisoriamente il reato di falso in bilancio. La notifica è avvenuta contestualmente all'ispezione ordinata dalla procura nell'immobile di via Galcianese allo scopo di accertare se il valore che la società gli ha assegnato in bilancio – 20 milioni – trova corrispondenza in quello reale. Perché, questo è il punto, da una prima analisi effettuata dal consulente incaricato dal magistrato di mettere ordine nelle carte sequestrate nei mesi scorsi, emergerebbe una incongruità che, detto in altre parole, potrebbe tradursi – il condizionale è d'obbligo – in una sovrastima del valore dell'immobile. Una sovrastima di almeno cinque milioni secondo i principi contabili applicati dagli investigatori che stanno passando in rassegna tutte le spese, gli impegni economici e i finanziamenti che nel corso del tempo hanno interessato il Creaf. Milioni di sovvenzioni e buoni propositi dei promotori che si sono succeduti a partire dal 2005, anno in cui è nata l'idea del Centro di ricerca e alta formazione, che però non hanno mai fatto decollare il progetto e che si sono concretizzati solo nell'immobile acquistato a 8 milioni e mezzo da un privato che poco tempo prima lo aveva pagato all'asta circa cinque. L'ispezione che ha impegnato per diverse ore i finanzieri, ha puntato ad acquisire elementi utili a ricostruire i lavori di ristrutturazione e gli ulteriori interventi edilizi nell'immobile di via Galcianese: si tratta di mettere in fila come e quando sono stati fatti e verificare la correttezza della gestione economica. Resta, nel fascicolo della procura, l'ipotesi del reato di malversazione contro ignoti che potrebbe trovare seguito negli ulteriori sviluppi dell'inchiesta. Intanto si avvicina la scadenza per la presentazione del piano di risanamento della società dopo che la stessa ha presentato richiesta di concordato in continuità per mettere intanto i conti in pari con i creditori che poi sono in larga parte gli stessi che hanno tenuto in vita il Creaf. Non è chiaro in quale misura le novità di queste ore si rifletteranno sul percorso intrapreso dal Creaf per tentare di rimettersi in carreggiata.


 
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Data della notizia:  20.10.2016 h 17:13

 
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