24.10.2018 h 17:08 commenti

Crac BpVi, Zonin alla sbarra: cento pratesi chiedono dieci milioni di euro di risarcimento

Rinviati a giudizio dal tribunale di Vicenza gli ex vertici dell'istituto di credito. Folta la schiera di imprese, società e famiglie che con gli avvocati Meucci e Querci si sono costituiti parte civile per riavere indietro i loro soldi. Prima udienza a dicembre
Crac BpVi, Zonin alla sbarra: cento pratesi chiedono dieci milioni di euro di risarcimento
Il dissesto della Banca popolare di Vicenza costerà il processo a tutti gli ex vertici. Il giudice delle udienze preliminari del tribunale vicentino ha firmato il rinvio a giudizio per l'ex presidente Gianni Zonin, l'ex consigliere di amministrazione Giuseppe Zigliotto, gli ex vicedirettori Emanuele Giustini, Andrea Piazzetta e Paolo Marin e l'ex responsabile dei bilanci Massimiliano Pellegrini. Stessa sorte per la banca chiamata a rispondere di responsabilità amministrativa. Gli imputati dovranno difendersi dalle accuse di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza di Bankitalia e Consob e falso in prospetto informativo. All'appello manca l'ex direttore generale Samuele Sorato: la sua posizione è stata stralciata per motivi di salute e sarà discussa il 20 dicembre. In quella data, la prima udienza del processo per il crac della Bpvi ci sarà già stata. Un passaggio tecnico che servirà per le rinnovazioni delle parti civili, per l'ingresso di nuove – se ce ne saranno – e per definire l'elenco dei testimoni ammessi sia per l'accusa che per la difesa. Al momento si contano 350 parti civili. Un centinaio, tra imprese, società e famiglie, i pratesi: assistiti dagli avvocati Francesca Meucci e Francesco Querci, complessivamente, tra danno patrimoniale e danno morale, avanzano una richiesta che sfiora i dieci milioni. E mentre il danno morale risponde a logiche di discrezionalità, quello patrimoniale altro non è che il valore delle azioni che, nel giro di pochi anni dalla sottoscrizione e dopo un rapido processo di deprezzamento, da 62 a 48 a 0 euro, sono diventate carta straccia.
“Ci ha sorpreso solo la velocità con la quale siamo arrivati al rinvio a giudizio – il commento dell'avvocato Meucci – non poteva finire che in questo modo, era del tutto prevedibile la decisione del giudice”. Un anno di udienza preliminare, una battaglia senza esclusione di colpi e un esercito di avvocati, da una parte e dall'altra, agguerritissimo. Fino all'ultimo le difese degli imputati hanno sperato di spostare il processo a Trento sollevando la questione della competenza territoriale per legittimo sospetto, ma la Cassazione ha respinto la richiesta.
I risparmiatori pratesi si fanno forti della prima vera vittoria da quando si è aperta la voragine che ha inghiottito i loro soldi: gli ex vertici dovranno risponderne in tribunale. Un processo, anzi un maxiprocesso che si annuncia lungo, complicato, ricco di tecnicismi. Gli avvocati Meucci e Querci sono pronti: il primo round è vinto, una carica formidabile.
 
nadia tarantino
 
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Data della notizia:  24.10.2018 h 17:08

 
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