14.07.2021 h 18:15 commenti

Covid, per le squadre Usca un anno di super lavoro: quasi 13mila visite domiciliari e oltre 7.700 vaccinazioni

Dal 7 aprile del 2020 il servizio ha lavorato 12 ore al giorno sette giorni su sette coprendo più versanti: assistenza ai pazienti Covid al domicilio, negli alberghi sanitari e nelle rsa e contributo alla campagna vaccinale
Covid, per le squadre Usca un anno di super lavoro: quasi 13mila visite domiciliari e oltre 7.700 vaccinazioni
Quasi 13mila visite domiciliari con una media di 28 visite quotidiane e punte di 60, 350 accessi nella rsa e 890 pazienti seguiti negli alberghi sanitari e oltre 7.700 vaccinazioni. Sono numeri importanti quelli pubblicati dall'Asl Toscana centro per sottolineare la grande attività che le squadre Usca hanno portato avanti dal 7 aprile 2020 a oggi per far fronte alla pandemia.
Un servizio a 360° che oltre alle visite domiciliari e negli alberghi sanitari ha previsto una collaborazione con i Girot, gruppi d’intervento rapido ospedale-territorio, per le visite effettuate nelle Rsa e nel monitoraggio periodico e programmato dei pazienti ospiti delle strutture. Inoltre nella terza ondata pandemica i team sono stati impegnati nella campagna vaccinale nelle strutture di non autosufficienti.
Un anno di intenso lavoro quello delle squadre Usca, operative nella zona distretto dell’area pratese 12 ore al giorno 7 giorni su 7 e presenti sul territorio provinciale in tre sedi: una nell’ex Misericordia e Dolce (per i comuni di Prato e Montemurlo), una a Vaiano per tutti i comuni della Val di Bisenzio ed una a Poggio a Caiano per i comuni medicei. Sono state istituite per rafforzare la continuità assistenziale sul territorio ed attivate a supporto dei medici di medicina generale e dei pediatri per la gestione dei pazienti Covid seguiti nelle proprie abitazioni e monitorati in modo continuativo da personale medico e infermieristico specializzato. Un modello di continuità assistenziale divenuto sempre più essenziale nell’organizzazione dei servizi che ha potenziato le cure sul territorio ed introdotto pratiche innovative nelle cure primarie anche attraverso l’integrazione e la collaborazione con le altre figure sanitarie presenti a livello territoriale: medici di medicina generale, pediatri, specialisti, infermieri di famiglia, terapisti della riabilitazione, Acot (Agenzia continuità ospedale territorio), coordinato dalla dottoressa Raffaella Bartolini e medici delle unità Girot.
 “E’ stato un grande lavoro di squadra – spiega la dottoressa Laura Tattini, coordinatore sanitario dei servizi territoriali di Prato - che ha coinvolto la rete dei servizi territoriali insieme agli altri settori aziendali (dipartimento della prevenzione, taskforce, servizio farmaceutico) per il coordinamento, programmazione e servizi di contatto a partire dalla vaccinazione effettuata nei cinque distretti della zona pratese, agli ospiti delle 18 rsa e delle numerose strutture socio sanitarie di comunità, ai soggetti fragili e agli operatori socio sanitari. Questo ci ha permesso di portare avanti un programma di vaccinazione in linea con le indicazioni del piano nazionale per la più ampia copertura possibile.”
Le squadre hanno subito incrementi o riduzioni, sulla base delle richieste da parte dei medici di medicina generale e in misura minore da altri servizi, in arrivo dai vari setting nei periodi di massima attività come nel periodo novembre-dicembre 2020 e marzo 2021 con un massimo di 8 squadre distribuite su 3 sedi ad un minimo di 3 nei periodi meno intensi (periodi estivi).
Nelle rsa, complessivamente, sono stati effettuati 350 accessi con un picco nei mesi di gennaio e febbraio con oltre 100 accessi.
Le prestazioni strumentali effettuate a complemento della diagnosi, a partire da dicembre 2020 sono state circa 1000 emogasanalisi (per misurare la quantità di ossigeno e di anidride carbonica presenti nel sangue e il pH che è richiesta in tutti i casi in cui si voglia verificare la presenza e l'entità di un'insufficienza respiratoria); oltre 2000 ecografie polmonari per valutare il coinvolgimento e l’estensione della malattia nel tessuto polmonare. I tamponi molecolari effettuati sono stati 5421, con media giornaliera di 12 tamponi.
Da novembre dello scorso anno presso un albergo sanitario protetto, l’Hotel Datini di Prato, è stata messa a disposizione una postazione fissa dei team Usca per la presa in carico di pazienti con problematiche cliniche e sociali più importanti sempre correlate al Covid implementando così il livello assistenziale sul territorio. Da novembre 2020 ad oggi sono stati ospitati e seguiti 890 pazienti. A marzo 2021 nella struttura alberghiera erano presenti 54 ospiti con un turnover di 161 nuovi ingressi, ad aprile 131 ed a maggio 141.  
“La gestione a domicilio di pazienti Covis positivi ed il loro alto numero nella zona di Prato è stata una attività molto complessa di questo ultimo anno chiude la dottoressa Lorena Paganelli direttore Società della salute e Zona distretto di Prato- Ringrazio tutti i medici di medicina generale per il fondamentale lavoro che hanno svolto in questi mesi, attraverso il quale, grazie alla collaborazione con le Usca sono riusciti a curare a casa tanti pazienti, riducendo così l’accesso all’ospedale.”
Sul fronte vaccinazioni da marzo 2021, sono arrivate circa 700 richieste di vaccinazioni a domicilio da parte dei medici di medicina generale, di soggetti ultra 80enni e soggetti fragili. Complessivamente sono state 7.726 le somministrazioni di vaccino dall’inizio della campagna effettuate a domicilio ad ospiti ed operatori Rsa, a pazienti fragili, a ultra80enni e presso i presidi territoriali.
“Abbiamo lavorato in sinergia e con grande collaborazione - ha voluto sottolineare la dottoressa Annalisa Landi, referente Usca Prato - rappresentando il pensiero di tutto il team composto da infermieri, assistenti sanitari e medici, molti dei quali alla prima esperienza professionale. Siamo stati impegnati su più attività e situazioni complesse: dal domicilio del paziente alle Rsa, negli alberghi sanitari e nella campagna vaccinale. I medici Usca hanno effettuato un percorso formativo aziendale che ha permesso di acquisire competenze specialistiche sulla diagnostica e sulla gestione terapeutica. Oltre al nostro lavoro professionale sono state tante le situazioni che ci hanno coinvolto emotivamente. Una tra le tante riguarda la risoluzione di un caso in un nucleo familiare che ha richiesto l’intervento tempestivo e congiunto con Acot per garantire l’assistenza ad una persona non autosufficiente Covid positiva i cui familiari erano stati ricoverati in urgenza. La nostra è stata una esperienza professionale ed allo stesso tempo umana che ci ha arricchito a livello personale“.
 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  14.07.2021 h 18:15

 
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