25.11.2020 h 21:04 commenti

Covid, la tabaccheria accoglie e aiuta gli anziani: "Siamo una famiglia allargata"

Il bar Formica è il punto di riferimento in centro storico per tanti over 70 che con la pandemia si sono trovati a dover districarsi fra pagamenti di bollette e ricariche del telefono
Covid, la tabaccheria accoglie e aiuta gli anziani: "Siamo una famiglia allargata"
Non solo infermieri, medici, volontari ma anche i tabaccai, durante la pandemia, hanno avuto un ruolo sociale importante. Sono diventati un presidio, un punto di riferimento per i tanti anziani che, improvvisamente, si sono trovati soli e isolati dal mondo, bisognosi di qualcuno che ,oltre a scambiare due chiacchiere, gli aiutasse a districarsi fra i pagamenti delle bollette e le ricariche telefoniche. Tra i tanti angeli custodi, che anche ora sono sempre vigili, c'è Rita Cangioli, da quasi 40 anni dietro il banco della tabaccheria Formica. “Più che clienti – racconta – fanno quasi parte delle famiglia, il rapporto che ci lega è di assoluta fiducia e anche affetto. Sono molti quelli che arrivano con il bancomat in una mano e nell'altra la bolletta da pagare e mi consegnano tutto insieme al Pin, come se fossi la figlia”
E proprio come tra parenti Rita riceve anche le telefonate di chi è malato per assicurare che, comunque, non è grave, ma anche di chi non esce perché fa freddo. “Purtroppo – continua la tabaccaia – in questi mesi abbiamo avuto anche dei morti, persone che se ne sono andate e non ho potute salutare”
Per chi resta, andare alla tabaccheria anche solo per prendere una cioccolata per il nipote che arriva, è un modo per continuare a mantenere le relazioni. “Sono la prima a invitarli a venire a trovarmi- racconta Rita – perché così fanno due passi. Poi magari, se hanno la spesa gliela porto a casa io. Qui in centro i palazzi quasi mai hanno l'ascensore”.
Ma il tabaccaio è anche l'esperto delle lettere che arrivano dall'agenzia delle entrate o dalla Municipale: “Rita leggimela tu che io non capisco” è la frase d'esordio con cui viene porta la busta. Piccoli aiuti che in questi mesi sono diventati fondamentali. “Il mio sogno – racconta Cangioli – è quello di poter organizzare una sorta di centro di socializzazione per queste persone che hanno bisogno di stare insieme, di parlare. Del resto siamo nella zona della movida, il luogo di ritrovo di molti giovani, che magari all'ora dell'aperitivo, potrebbero condividerlo con chi è più avanti nell'età e ha ancora molto da raccontare”.
 
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Data della notizia:  25.11.2020 h 21:04

 
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