25.11.2020 h 19:56 commenti

Covid, ecco come il Dipartimento di prevenzione prima è andato in tilt e poi ha recuperato

Oggi sopralluogo della commissione 5. All'arrivo della nuova ondata di contagi la sede di via Lavarone contava solo su sei assistenti sanitari. Ancora problemi sui certificati di fine quarantena
Covid, ecco come il Dipartimento di prevenzione prima è andato in tilt e poi ha recuperato
"E' vero, non rispondevamo al telefono perché significava non fare le cose urgenti che stavamo seguendo. Non ce la facevamo neanche a mangiare. Abbiamo passato momenti terribili". A parlare è Susanna Ricci, responsabile del servizio di Igiene pubblica, finita sul "banco degli imputati" insieme a tutto il Dipartimento di prevenzione dell'Asl Toscana Centro da parte della commissione 5 del Comune di Prato che si occupa anche di sanità e che stamani, 25 novembre, ha effettuato un sopralluogo alla sede di via Lavarone del Dipartimento di prevenzione per incontrarne i vertici a seguito degli enormi disagi che molti cittadini contagiati dal Covid e i loro contatti stretti hanno dovuto subire per tempi lumaca su diagnosi, tracciamento e ritorno in libertà. Non c'è un caso Prato ma è vero che la nostra provincia stavolta ha avuto più difficoltà che altrove.
Ora che il peggio sembra passato e che grazie anche all'attivazione di una centrale di tracciamento alla Fortezza da Basso tutto il pregresso sulle quarantene è stato smaltito, è arrivato il momento di capire cosa è successo.
L'incontro è stato fortemente voluto anche dalla presidente della commissione 5, Rosanna Sciumbata, che è anche medico di medicina generale, proprio per capire perché la macchina si è inceppata e come muoversi affinché non riaccada.
Il perché va cercato nei numeri. Quelli troppo alti dei contagi e quelli troppo bassi del personale. Si pensi che in via Lavarone a fronteggiare l'arrivo della seconda ondata con oltre duecento casi al giorno e tutti i contatti da individuare, c'erano appena 6 assistenti sanitari.
Perché non assumere nuovo personale durante l'estate? E' la domanda che hanno posto molti consiglieri, soprattutto d'opposizione. In realtà è stato fatto. Quei 6 assistenti sanitari sono frutto di un concorso regionale per 83 unità. Solo, che in sostanza si è trattato di stabilizzazioni, per cui non c'è stato un reale rafforzamento. Il dottor Mauro Margheri, responsabile degli ispettori Asl, ha quindi spiegato come si è arrivato alla soluzione: "Abbiamo convertito alle pratiche Covid i tecnici della prevenzione. Una cinquantina di persone. E guardate che non è una cosa così semplice farlo, senza considerare che dobbiamo anche occuparci di infortuni sul lavoro (una chiamata è arrivata proprio durante l'incontro (LEGGI), di controlli nelle aziende e di altre incombenze come il controllo sull'acquedotto pubblico. Il vero problema sono i vincoli normativi nazionali che frenano tantissimo la nostra possibilità di spesa per rinforzare gli organici".
Il responsabile del dipartimento di prevenzione Renzo Berti ha specificato che resta una criticità sui certificati per le disquarantene che hanno ancora un po' di arretrato da smaltire. Inoltre ha sottolineato più volte l'importanza di investire in prevenzione "in tempo di pace" e non quando si manifesta l'evento: "Che si impari dalle lezioni. - ha affermato Berti - Vale per la sanità ma anche per alluvioni e in genere le calamità naturali. Non decidiamo noi tecnici quanti soldi poter investire nelle assunzioni per potenziare la prevenzione. Sono scelte che non hanno grande popolarità perché i risultati non sono immediati e molto visibili, ma in situazioni come questa fanno la differenza. La politica ha un ruolo importante e mi aspetto che dia una spinta anche sui vaccini". 
Soddisfatta dei chiarimenti ricevuto Rosanna Sciumbata anche alla luce dell'impegno preso per la creazione di un canale comunicativo dedicato ai medici di medicina generale: "Mi batterò per questo. Ci siamo dovuto occupare di cose che non spetterebbero a noi. Che almeno ci sia un canale preferenziale".
Di parere contrario il consigliere della Lega, Marco Curcio: "Ho chiesto perché non siamo arrivati preparati a questa seconda ondata e non ho ricevuto le risposte che cercavo. E' sotto gli occhi di tutti che il tracciamento è saltato e che ai cittadini non sono arrivate le risposte sui tamponi e le certificazioni per la fine della quarantena e dell'isolamento in tempi giusti". 
Presenti anche i sindacati. Per Sandro Malucchi della Funzione pubblica Cgil "Appare positiva l'attenzione che la commissione quinta ha posto sul tema del tracciamento quale azione di contrasto alla diffusione del covid che a Prato, come nel resto d'italia, ha subito ritardi. Serve ricordare che il personale dedicato nelle disponibilità del Dipartimento della Prevenzione pratese non ha mai superato le sei unità e che a queste si sono aggiunte, sulla base dello stimolo del Dipartimento, figure professionali quali i tecnici della prevenzione che hanno accettato una sfida che è sul limite dell'esercizio delle specifiche competenze. Al tentativo di trovare soluzioni organizzative in sede locale però deve corrispondere una politica assunzionale espansiva da parte della Asl che rompa i vincoli di bilancio in sanità. Un vincolo che sta determinando l'affanno in cui si trova il sistema e che ha ritardato il tracciamento covid".
(e.b.)
 
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Data della notizia:  25.11.2020 h 19:56

 
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